ACTA POTENZA, PRESTO LA VERITA’

 ACTA POTENZA, PRESTO LA VERITA’

L’Acta rappresenta la società partecipata del Comune di Potenza. Una municipalizzata che è diventata con il tempo una multi servizi che si occupa soprattutto di spazzatura e raccolta differenziata ma anche di pulizia degli immobili comunali, manutenzione, pulizia, verde pubblico, piano neve e perfino riscossione della Taric. Insomma una azienda importante che annovera un personale cospicuo e che dal suo funzionamento ne deriva la fortuna o la sfortuna di una amministrazione. Non solo in termini politici su temi tanto sensibili e delicati (pulizia delle strade e della città, raccolte differenziata, verde pubblico) ma anche in termini economici. Infatti se andasse in fallimento trascinerebbe inesorabilmente anche l’amministrazione comunale ed unico socio della società.

Ebbene dopo essere stata la cenerentola della città e il ricovero di clientelari posti di lavoro dalla passata amministrazione Acta ha assunto una posizione di maggior vigore acquisendo servizi e personale e performando bilanci apparentemente brillanti. Ciò avviene con il Comune in dissesto e lo spostamento di alcuni oneri e servizi sulla partecipata. Una operazione sotto l’egida dell’allora sindaco Dario De Luca e calibrata dall’assessore al bilancio Luigi Vergari. Tutto ciò con il neo presidente, tale Roberto Spera, scelto dalla politica e precisamente dagli speranziani dell’ora ministro Roberto Speranza così cospicui nel consiglio comunale di allora e pronti a far fare il balzo al sindaco De Luca che, vincitore con il centrodestra ma ad anatra zoppa, non aveva una maggioranza autosufficiente.

Poi rammentiamo le belle parole sull’Acta, sui suoi successi nella raccolta differenziata, nel verde, nella pulizia cittadina. Ricordiamo i complimenti pubblici dell’allora assessore all’ambiente Rocco Coviello e di quello di oggi Alessandro Galella. Le ottime referenze del sindaco attuale Mario Guarente che parlò di fiore all’occhiello al suo insediamento e quelle dell’allora sindaco De Luca che uscì perfino sui giornali paventando la sostituzione di Spera alla governance di Acta come un misfatto della politica e poltronaro come se Spera non derivasse proprio da quel modus agendi. Presto sapremo la verità, i fatti e non le parole, perché di parole, pensiamo se ne siano usate troppe. Ultima puntata della serie è stata quella tra Forza Italia e il consigliere di Italia Viva Vincenzo Telesca.

Così dopo una intervista rilasciata ad una emittente televisiva locale dal consigliere comunale di opposizione che accusava Acta di inefficienza attuale nei servizi e il neo amministratore unico, Camillo Naborre, la cui nomina sarebbe frutto solo di trattative politiche guidate da Forza Italia la reazione del gruppo consiliare forzista è stata perentoria: “Si ritiene doveroso precisare prima di tutto che la scelta del nuovo amministratore unico di Acta è stata perfettamente in linea con il nuovo regolamento previsto per la nomina di cariche ai vertici di una partecipata. Altresì rammentiamo a Telesca che se avesse letto l’esperienza curriculare del neo amministratore unico di Acta Camillo Naborre capirebbe che è sia comprovata che adeguata, piuttosto non ricordiamo dove fosse lo stesso consigliere Telesca quando l’ex suo sindaco Dario De Luca procedeva alla nomina diretta (perfettamente legale) dell’allora amministratore unico di Acta Roberto Spera, quella nomina si davvero assolutamente politica e senza alcuna ne comprovata né tanto meno adeguata esperienza curriculare.

Inoltre crediamo sia opportuno mettere finalmente in campo una operazione verità sulla situazione dell’Acta. Intanto da un mese a questa parte la città è pulita e gli interventi di igiene urbana sono ripartiti dopo due anni e mezzo che non venivano eseguiti. Inoltre è corretto denunciare che tutta la giostra di convenevoli sulla fantomatica situazione “meravigliosa” della nostra “partecipata”, descritta dalla passata amministrazione, è soltanto una mistificazione della realtà perché la condizione della società, dopo i primi approfondimenti del neo amministratore Naborre, è fallimentare, la sua organizzazione è priva di qualità e la gestione del servizio è oltremodo carente. Riteniamo che prima di rilasciare interviste e quando si avevano anche responsabilità di governo (ci riferiamo alla scorsa amministrazione) sia opportuno che ci si informi sulle reali condizioni della società che ha come unico socio il Comune di Potenza (se non si fosse in malafede) e che si approfondisca allo stesso modo sulla qualità dell’azione amministrativa messa in campo attualmente”.

di Pietro Soldo

Pietro Soldo

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