BRICOLAGE TRA CENCELLI E COMPETENZA

 BRICOLAGE TRA CENCELLI E COMPETENZA

Ci fidiamo di Draghi. Perché la sua competenzA è comprovata da una carriera illuminata da grandi successi e la sua credibilità internazionale è il più grande acquisto che si potesse permettere ed agognare questa Italiuccia bistrattata da tanti dilettanti della politica. Certo l’eccellenza della squadra di Governo non si sposa, non del tutto, con la competenza del suo Presidente del Consiglio. Il neo Governo Draghi che in questi giorni sta acquisendo la fiducia dalle Camere è un bricolage di competenze e di incompetenze, di politici capaci e di incapaci, di persone competenti messi però in posti non consoni alle loro conoscenze. Insomma il Governo è figlio del pragmatismo di Draghi e della sua attenzione spasmodica a soppesare gli equilibri. Il dado è tratto e sarà la sua autorevolezza, speriamo, a guidare la nave in porto.

Super Mario ha dovuto fare di necessità virtù per mettere insieme tutti, o quasi (Fratelli d’Italia resta out per propria scelta), ed ha subito, per quanto non si dica, alcuni dictat da parte dei partiti su alcuni nomi “protetti”. Detto che il primato della politica è una via e quello della tecnica è un’altra, anche il mix non ha rispettato questi canoni. Ma vediamo nome per nome. Sul Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nulla questio, Roberto Garofoli ha grandissima esperienza in diversi Governi, è un uomo di sinistra. Il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia. È un eccellente tecnico, anche qui figura perfetta, almeno sulla carta. Stesso giudizio sull’uomo di sinistra ma molto democristianoDario Franceschini, Ministro della Cultura, politico di esperienza e anche competente del settore.

Ottimo giudizio da spendere anche sul neo Ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani, tecnico di comprovato curriculum renziano di origine. Così come ci pare inattaccabile Vittorio Colao, Ministro per la Transizione digitale, anche lui tecnico di alto profilo. Sulla Pubblica amministrazione e il suo Ministro Renato Brunetta c’è poco da dire sia sulla sua esperienza politica con Forza Italia che sulla sua competenza, professore universitario di Economia del lavoro, anche se resta la macchia della riforma Brunetta che lasciò troppi buchi nella sua effettiva realizzazione. Stessa competenza che ritroviamo in Giancarlo Giorgetti, Ministro allo Sviluppo economico, politico di eccellenzadella Lega da diversi anni e ottimo economista. Bene, sulla scelta di primato della politica, sulla Mariastella Gelmini, esperienza di lungo corso in Forza Italia per il Ministro agli Affari regionali e le autonomie, un dicastero doverosamente molto politico.

Giudizio positivo anche su altri due Ministri politici: Federico D’Incà, Cinque Stelle, per i Rapporti con il Parlamento e su Massimo Garavaglia della Lega per il Turismo, entrambi, tra l’altro, laureati in Economia. Ottime e di spessore le scelte tecniche del dicastero dell’Università e della ricerca con Cristina Messa, e del dicastero dell’Interno con la conferma della potentina Luciana LamorgeseQualche dubbio lo esprimiamo sul primato della politica in alcuni dicasteri come il Lavoro e le Disabilità. Sul lavoro Andrea Orlando del Pd è un politico di comprovata esperienza ma forse sarebbe stato opportuno un tecnico, stesso discorso sulla disabilità per Erika Stefani della Lega. Meno dubbipermangono sul Ministro delle Politiche giovanili Fabiana Dadone dei Cinque Stelle, sul Ministro delle Pari opportunità Elena Bonetti di Italia Viva, sul Ministro per il Sud Mara Carfagna di Forza Italia e sul Ministro della Difesa Lorenzo Guerini del Pd. Tutti politici di buona esperienza, scelta che può starci.

Le critiche maggiori le apriamo sul resto. Il flop dei flop è il potentino Roberto Speranza confermato Ministro della Sanità. Raccomandato della prima ora, protetto da Leu che ha posto un veto sul suo nome pur se la sua incapacità è stata evidente e continua ad esserlo (il caso delle stazioni sciistiche è sotto gli occhi tutti). Il suo modo di comunicare, fondamentale in politica, lancia strali di tristezza e pessimismo cosmico, e ricordiamo a tutti il Piano Pandemico mai rinnovato che fa portare sulla coscienza anche del Ministro migliaia di vittime. Una continuità con il Governo Conte che a Draghi stesso non va giù ma dove vi è stato costretto (mentre auspichiamo che verrà cambiato l’altro incapace e furbastro di Arcuri, capo della Protezione Civile). Secondo flop ma forse il primo in ordine di grandezza è Luigi Di Maio dei Cinque Stelle, vero scandalo a cui è stato obbligato Draghi. Se Speranza ha almeno esperienza politica Di Maio non ha neanche quella. Zero competenze curriculari, zero competenze o esperienze politiche, al Mise si è portato dietro mezza Pomigliano con amici e amici degli amici. Con lui l’Italia conta zero all’estero, ragion per cui il dicastero sui rapporti con la UE è stato mantenuto da Draghi. 

Forti dubbi li esprimiamo su Stefano Patuanelli, sempre dei Cinque Stelle, un ingegnere edile prestato all’Agricoltura? E comunque non un politico esperto, per cui non ci si può nemmeno affidare al primato della politica. Discorsi diversi sui restanti tre tecnici. Enrico Giovannini, uomo di sinistra, neo Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sarebbe piuttosto un economista e un grande statistico; Patrizio Bianchi, uomo di sinistra, neo Ministro dell’Istruzione, è certamente competente come ex rettore dell’università di Ferrara ma è l’uomo dei banchi a rotelle il che non depone affatto a suo favore, infine Daniele Franco, Ministro dell’Economia, uomo di Draghi, basta questo anche perché il vero Ministro dell’Economia sarà lo stesso Draghi.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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