CACCIA AL VACCINO ANTINFLUENZALE

 CACCIA AL VACCINO ANTINFLUENZALE

Da mesi rimbomba nelle orecchie dei poveri cittadini italiani la grancassa dell’invito ad aderire in massa alla campagna vaccinale contro l’influenza 2020/21. Gli italiani guardati da orde di virologi e politici come pericolosi riluttanti sabotatori anti-vax, da giugno sono stati sottoposti a continui ed assillanti messaggi sull’importanza del vaccinarsi. Tv, giornali e siti invitavano tutti ad immunizzarsi in anticipo già a partire dal mese di ottobre per aiutare i sanitari a distinguere tra la normale influenza stagionale ed il Coronavirus, vista la difficoltà creata dalla quasi totale sovrapponibilità dei sintomi. Cosicché non vaccinandosi bimbi, adolescenti, adulti ed anziani si sarebbero resi complici del virus ed avrebbero finito per complicare a dismisura il già duro lavoro dei medici di base e dei pronti soccorso.

Arriviamo ad oggi e apprendiamo che in ogni parte del Paese, da nord a sud, non vengono a mancare i candidati alla vaccinazione, tantissimi per la verità, ma bensì a mancare sono le dosi di vaccino. L’ennesima brutta figura in primis del Ministero della Salute ed in seconda battuta dei dipartimenti alla Sanita regionali. Il Ministero della Salute è colpevole di aver invitato alla profilassi di massa, tramite il tam tam dei suoi esperti e dell’Istituto Superiore di Sanità, senza aver tenuto conto di cosa potesse significare ed implicare produrre e distribuire un vaccino antinfluenzale in tempi di Pandemia. Le aziende farmaceutiche, avendo iniziato la produzione del vaccino prima dell’inizio dell’epidemia, non hanno potuto prevedere una richiesta mondiale così massiccia di antidoto determinato dalla paura del Covid ed ora si ritrovano a dover rincorrere il mercato. Da parte loro, le Regioni hanno aumentato le proprie richieste di dosi avendo ampliato, da input governativo, la platea dei candidati al vaccino.

Tutto questo ha creato un cortocircuito con una lotta ad accaparrarsi le scorte e molte aree di Italia completamente a secco di siero vaccinale, tra le quali la Basilicata. Per meglio comprendere il fenomeno basti pensare che lo scorso anno nel nostro Paese il Servizio Sanitario Nazionale ha acquistato 11 milioni di dosi di antinfluenzale e circa 2 milioni sono state buttate per mancato utilizzo. Al contrario, oggi, la corsa al vaccino ha portato l’Italia a non possedere ancora le dosi per tutti i richiedenti. Il dramma è che a metà novembre, con i medici di base assediati ed alle volte aggrediti verbalmente dai pazienti a caccia del vaccino perduto, coloro i quali ci hanno bombardato quotidianamente con messaggi pro-vax ci comunicano che lo si può fare con calma poiché il periodo influenzale inizierà a dicembre/gennaio. C’è chi cerca di chiudere la stalla dopo che sono scappati i buoi e si salvi chi può. Sta avvenendo, che le negligenze delle Istituzioni Centrali e degli Enti Locali si ripercuotono sui medici di base. Infatti, come denuncia in un comunicato stampa la Società Italiana di Medicina Generale di Matera, i medici sono stati abbandonati, unici a dover dare spiegazione, per errori a loro non ascrivibili, a pazienti esasperati e talvolta inferociti in vana attesa del vaccino che non c’è. La solita tragicommedia all’italiana, a cui dall’inizio di questa maledetta Pandemia gli impreparati decisori stanno sottoponendo gli spaventati ed inermi cittadini senza ancora vedere nessuno pagare per i danni che si stanno causando.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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