CHE SIA UN 2021 DI AMORE

 CHE SIA UN 2021 DI AMORE

Un anno, quello che finisce, diverso da tutti gli altri. Certamente per nessuno quello desiderato. Mai ci saremmo aspettati quello che è accaduto. Soltanto nei film di fantascienza avremmo immaginato un mondo così triste dove alle numerosissime morti viene sommata la privazione degli affetti, del contatto umano e perfino della libertà personale. E’ accaduto tutto questo e non è ancora finita. Inoltre abbiamo capito quanto effimera possa essere l’informazione in un mondo globale dove tutti possono dire, pur senza competenza, il proprio parere ed ergersi a punti e volani di opinione. Abbiamo capito l’importanza e la responsabilità di una corretta comunicazione che non guardi solo al profitto dell’audience.

Ma non solo. Abbiamo ancora una volta apprezzato la capacità del popolo italiano ad adattarsi e a riprendersi ma anche i difetti di non rispettare sempre le regole, di non riuscire mai ad arrivare per tempo alle giuste decisioni, di non saper condannare nel modo giusto gli errori gravi. Siamo un popolo di cicale che si arrabbia se il calciatore Suarez viene favorito in un esame di italiano ma che non disse nulla sui documenti falsi prodotti per aggirare la legge con calciatori che giocarono campionati interi da falsi italiani. E se toccasse a mio figlio fare un esame o un concorso, quella telefonata all’amico dell’amico sarebbe peccato? No di certo. Siamo quelli che si scandalizzano per una parola impropria ma che non dicono nulla su di un piano pandemico del 2008 mai aggiornato ma solo copiato e pure lasciando le stesse date. Gli stessi che accettano che siano sperperati milioni di euro per i banchi con le rotelle ma che si arrabbiano se un assessore prende un rimborso di 600 euro non dovuto.

Gli stessi che non si sorprendono se un assassino esce di galera dopo 10 anni e sono altresì contenti che qualcuno per truffa prenda 30 anni, quelli che hanno paura a giudicare un sistema giustizia che fa acqua da tutte le parti e che condannano se le forze di polizia usano metodi “forti”. Un popolo di finti perbenisti, pronti a giudicare sempre gli altri. Abbiamo scoperto un Paese impreparato alla guerra contro il virus, come tutti gli altri Paesi del resto, ma comunque sempre gli ultimi. Partiti nello stesso momento a somministrare il vaccino la Germania ad oggi ne ha somministrati 131 mila, l’Italia 14mila circa. E pure a questo ci siamo abituati. Eppure siamo amabili, adorabili, siamo un popolo vincente perché ha delle qualità che nessun altro ha. Siamo felici e positivi, sempre. Siamo semplicemente italiani e fieri di esserlo. L’augurio del 2021 è che se provassimo ognuno di noi a smussare i nostri difetti saremmo un Paese migliore. Sarà un Capodanno in famiglia e non di festa nella confusione. Beh cogliamone gli aspetti positivi, un abbraccio in più è altrettanto prezioso quanto una risata o un ballo. La ricetta: distribuiamo amore, arrabbiamoci di meno e riflettiamo e giudichiamo prima di tutto noi stessi prima degli altri.

Redazione

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