CONTO AL RISTORANTE: IN GBR LO PAGA LO STATO

 CONTO AL RISTORANTE: IN GBR LO PAGA LO STATO

Quasi tutti i Governi del Pianeta si stanno spremendo la meningi alla ricerca di azioni che possano favorire l’aumento dei consumi interni, depressi dopo la pandemia di Covid-19. Quasi tutti, si diceva, tranne l’Italia. Un esempio di un piano shock per incentivare i consumi ce lo fornisce il Governo inglese guidato dal tanto vituperato Primo Ministro Boris Johnson. Cosa si sono inventati gli inglesi? Il Ministro delle Finanze Sunak con un’ardita decisione ha dato vita al programma “Eat out to help out” che si pone l’obiettivo di dare ossigeno a ristoratori del regno prevedendo sconti del 50% sui pasti ai propri clienti a spese del Governo. Questa del Governo britannico è una mossa atta ad incrementare la ripresa del settore della ristorazione, uno dei più colpiti e penalizzati per il Lockdown.

Tramite questo programma l’esecutivo inglese, da una parte tenta di tutelare e mettere al sicuro 1,8 milioni di posti di lavoro nella ristorazione attraverso uno stimolo sulla domanda e dall’altra cerca di convincere, attraverso la leva del risparmio, la gente a tornare ad affollare i locali ed a mangiare fuori dopo mesi di chiusura forzata. Il programma “Eat out to help out” è di facile ed immediata realizzazione sia per i ristoratori e sia per i consumatori. Si basa su un’adesione volontaria degli esercenti e non si serve di buoni o voucher per il rimborso del credito. Il cliente paga un conto già scontato del 50% ed il ristorante, bar o caffè viene saldato dal Tesoro inglese in soli 5 giorni. “Eat out to help out” sarà valido per tutto il mese di agosto dal lunedì al mercoledì.

Un impianto progettuale troppo semplice da pensare ed attuare anche in Italia. Noi italiani siamo terra di illustri politologi ed economisti, noi inventiamo bonus vacanze irricevibili per le famiglie e per gli esercenti con App e altri ostacoli burocratici davvero ridicoli. Il nostro Governo per venire incontro alla crisi del settore turistico alberghiero, dopo mesi di duro lavoro, ha partorito questo bonus vacanze. Un Voucher, che, dagli ultimi studi effettuati, si sta rivelando un flop. Infatti quasi nessuna famiglia lo richiede per la difficoltà insita nell’adempiere a pratiche troppo complesse e una struttura ricettiva su due non lo accetta perché già in piena crisi di liquidità ed il provvedimento li costringe ad anticipare le spese. Un fallimento che rischia di riverberarsi duramente sui dati complessivi del turismo nella stagione estiva che potrebbero a breve far esplodere una bomba occupazionale di dimensioni disastrose sull’economia dell’intera Nazione.

Per ricevere il Bonus vacanze le famiglie devono presentare all’Inps la dichiarazione sostitutiva unica, dotarsi di un’identità digitale Spid, scaricare un’App gratuita (per fortuna) ed effettuare l’accesso per ottenere uno sconto tra i 500 e i 150 Euro. L’albergatore deve al momento del pagamento verificare la validità sul sito dell’Agenzia delle Entrate ed in caso positivo applicare lo sconto che poi andrà solo in detrazione a dicembre. In Inghilterra, al contrario, basta uscire, andare al ristorante, bar o caffè, consumare e si ha uno sconto del 50% sul conto a spese del Governo che restituisce i soldi ai ristoratori in 5 giorni. Menomale che l’avvocato del popolo Giuseppe Conte ha annunciato il varo della madre di tutte le riforme: la semplificazione burocratica. Invece di continuare a pagare gli esperti delle varie task force governative, il nostro Premier farebbe meglio ad alzare il telefono e umilmente chiedere consiglio sul da farsi al suo pari grado britannico Boris Johnson, risparmiando così ai contribuenti italiani qualche milione di Euro in inutili consulenze.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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