COPIARE.. MA NON POSSO?

 COPIARE.. MA NON POSSO?

Incontrovertibili contraddizioni. Tracciamento questo sconosciuto, scuole aperte (per il Governo) anche in zone rosse fino alla prima media, banchi con le rotelle, centri di estetica, centri scommesse o gioiellieri chiusi ma aperti i parrucchieri, si ragiona sulla necessità ma la necessità è solo quella dell’utente o anche di chi lavora? Dpcm a ripetizione, riflessioni sulla Campania e sullo sceriffo e tanto tempo perso, Calabria senza controllo per mesi (il commissario dipende dal Governo), mascherine si mascherine no, ospedali da campo mai visti, ristori iniqui e in ritardo (ma non dovevano arrivare entro il 14 novembre?), decine di virologi, immunologi e infettivologi, parla chiunque in Italia. Tanti Cts dovunque. Confusione dovunque. Drive in per tamponi con ore di fila (a New York ed a Berlino ci mettono 10 minuti), positivi ignorati ed abbandonati, Asl che invadono le competenze decise a livello nazionale (lo scandalo del calcio e del Napoli ne è un esempio), menofreghismo e il solito italianissimo qualunquismo, migliaia di burocratici percorsi, ma perché? Sopportazione, quella si.

I dati, questi sconosciuti. Non abbiamo dati certi e ben differenziati e specifici che arrivano dalle periferie, quelli che abbiamo tra l’altro non sono pubblici e non sono, soprattutto messi a disposizione del mondo scientifico. Ci arriva il mero risultato in bollettini. Ora (finalmente) il Governo ha deciso di confrontarsi con l’Accademia dei Lincei ma perché solo con loro e perché così in ritardo? Lo studio dei dati da parte della comunità scientifica (in maniera, tra l’altro, del tutto gratuita, a differenza del Cts, della Protezione Civile e dell’Istituto Superiore della Sanità, tutti a contratto in un modo o nell’altro) avrebbe potuto dare risultati straordinari per confrontarsi con il virus e capire quali e quante misure sono davvero efficaci. Come si muove il virus e come si diffonde. La Campania e la Toscana da regioni gialle a regioni rosse improvvisamente. Per quale motivo? Quali dati sono tanto diversi da far saltare quei territori da rischio basso a rischio alto senza passare per il rischio medio? Quali cifre sono cambiate nella giornata di giovedì? Nessuno risponde e ciò non ha nessuna valenza scientifica. Quindi o erano sbagliati prima o si è voluto “proteggere” una zona e meno un’altra. Intanto in Germania pubblicano una moltitudine di dati sul proprio sito governativo per un numero e una qualità cinque volte superiori a quelli pubblicati in Italia. Forse in Germania non tengono alla privacy? Forse sono molto ma molto più avanti di noi. L’Italia è invece impreparata. Arriveremo pronti a fine pandemia anche nella lettura dei dati.

Tutti uniti per sconfiggere il virus. Distanziamento, attenzione e rispetto. La ricetta è semplicemente questa. Sarebbe stato bello un Paese che avesse avuto il coraggio e la forza di proteggere le categorie più deboli (anziani e malati con patologie) magari con un tracciamento immediato e strutturato, con tamponi rapidissimi e trattamento domiciliare adeguato. Si sarebbe potuto affrontare al meglio la pandemia senza chiudere alcuna attività (come fatto, e bene, in Svezia) ma solo controllando e sorvegliando che fossero rispettate le distanze e le regole sanitarie. Le fasce più deboli avrebbero potuto sopportare un lockdown inverso restando a casa ed assistiti da un sistema volontaristico che funzioni e non lasci nessuno solo. Dopo lo scoppio della pandemia a marzo si sarebbe potuto e dovuto creare migliaia di terapie intensive e di posti letto Covid in maniera proporzionale in tutte le regioni d’Italia. E invece si è fatto troppo poco.

Abbiamo affrontato questa seconda ondata navigando a vista, Governo centrale e Regioni, tutti. Chi sta al vertice ha maggiori responsabilità. E’ una regola democratica. Il Governo avrebbe dato i fondi (sufficienti?) alle Regioni che non li hanno spesi ma chi controlla tutto questo si chiede il popolo? Il piano pandemico non esiste a tutt’oggi, di chi è la colpa? I decessi per la maggior parte, è triste ricordarlo, sono per mancata assistenza sanitaria oltre che per patologie pregresse. Eppure abbiamo esempi virtuosi cui guardare. In Italia il Veneto di Zaia ha un tasso di mortalità 5 volte minore del resto d’Italia, ci sarà un perché. La Germania ha dati nettamente migliori (come nella prima fase) così come lo Stato di New York, giusto per dare un quadro mondiale e senza parlare di Giappone, Sud Corea ed altre democrazie. “Copiare” alle volte può essere utile e perfino virtuoso. Basta essere umili ed essere capaci, un minimo non oltre.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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