COVID-19: LA GUERRA DEI VACCINI

 COVID-19: LA GUERRA DEI VACCINI

Il Covid-19 da emergenza sanitaria mondiale sta per trasformarsi in un business planetario e in uno scontro geopolitico tra Superpotenze. Oggi, che il virus fa meno paura la battaglia si sta spostando in un delicatissimo campo, quello diplomatico. Da tempo già è iniziata la corsa delle potenze mondiali ad accaparrarsi milioni di dosi del possibile futuro vaccino. Come al solito i primi a muoversi in tal senso sono stati gli USA del teorico ”America First” di Donald Trump e la Cina di Xi Jinping che vuol riscattare l’immagine del suo Paese da untore a killer del Coronavirus. Altri attori che si stanno muovendo singolarmente sulla scena internazionale alle ricerca di dosi di immunizzante, sono la Germania ed il Regno Unito.

La guerra del vaccino si muove su due precisi assi: la ricerca scientifica e l’immagazzinamento in esclusiva di dosi di antidoto pro domo sua. Ad oggi nel Mondo, da fonte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono circa 100 i vaccini in fase di studio, di cui 3 sono già stati ammessi alla sperimentazione clinica sull’uomo. E’ innegabile che chi riuscirà a scoprire per primo l’antidoto al Sars-Cov-2 avrà in mano un vantaggio notevole in chiave geopolitica e di competitività. Infatti, a voler confermare l’importanza di questa corsa all’immunità, basti pensare che 2 dei sieri ammessi alla sperimentazione sull’uomo sono di origine americana e l’altro è di proprietà cinese. Questa guerra all’ultimo sangue è combattuta non con le armi convenzionali, ma a suon di denaro, tanto denaro e sempre alle spalle di tutti i cittadini del Mondo che sperano in un arrivo repentino di un vaccino per poter festeggiare la fine di questa drammatica Pandemia.

Arrivare primi nella corsa all’antidoto è importante in chiave geopolitica per Trump e per Xi Jinping per poter affermare il ruolo della propria nazione come prima Potenza Mondiale e, nel caso di Trump, poter giocare questa carta al tavolo dei delicati equilibri interni alla vigilia delle prossime elezioni presidenziali. Ancora più delicato, in ottica di economia mondiale, è il secondo asse su cui muove la guerra del vaccino: l’immagazzinamento in esclusiva di dosi del futuro immunizzante. Se primeggiare sulla scoperta vuol dire acquistare potere in termini di geopolitica in seno al consesso mondiale, poter disporre prima degli altri di grandi quantità di vaccino, vuol dire essere in grado di partire prima di tutti con la ripresa economica. Così, gli USA, oltre a finanziare le proprie ricerche, stanno spendendo milioni di dollari per finanziare ricerche in tutto il Mondo al fine di garantirsi il maggior numero di scorte in pre-ordine. Questo è stato dichiarato in un’intervista dal Direttore Generale del gigante farmaceutico francese SANOFI Paul Hudson, che ha confermato un accordo con il governo americano per garantire la maggior parte degli ordini del loro futuro vaccino. Quindi l’accaparramento di dosi di antidoto in anticipo ed esclusiva fa tornare in auge i mai sopiti egoismi nazionali ed il predominio economico di alcuni Stati sugli altri, in barba a quanto scritto dall’ONU nell’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile che individuava come principale obiettivo la salute ed il benessere diffuso in tutto il Pianeta.

Nel mentre, il Governo Italiano cosa fa? Come al solito continua a litigare su questioni, che confrontate a queste sono di lana caprina: il MES, sul come far ricominciare l’anno scolastico 2020/21, sull’App Immuni. Addirittura, del vaccino molto promettente, che l’azienda italiana IRBM sta testando in collaborazione con l’Università di Oxford, l’Italia non avrà in pre-ordine neanche una dose. Poiché, 30 milioni di dosi iniziali andranno tutte al Regno Unito, che ha repentinamente stretto un accordo esclusivo di fornitura con l’azienda. Vista la manifesta incapacità del nostro Governo, a vaccino scoperto dovremmo, come sempre, elemosinare dosi qui e li per il mondo pagandole tre volte quello che costerebbero oggi, con i soliti vantaggi per i soliti noti. Così facendo, la nostra povera Italia subirà per colpa dell’immobilità governativa un notevole danno in termini di salute pubblica e di competitività economica. Per dirla con il grande storico romano Tito Livio: mentre a Roma si discute, Sagunto è espugnata.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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