DI DON ABBONDIO NON NE VOGLIAMO PIU’

 DI DON ABBONDIO NON NE VOGLIAMO PIU’

Gli ultimi provvedimenti presi dal Governo per fronteggiare la pandemia mettono in ginocchio tutte le associazioni sportive, di spettacolo e altri settori come quelli della ristorazione e delle sale gioco. Siamo di fronte ad un lockdown mascherato che non ha alcun senso. Certamente è una situazione mai vista prima e quindi difficile per chiunque da governare e da gestire, ma fidarsi di virologi approssimativi, di studi non approfonditi e semplicemente “chiudere” non può e non deve essere l’unica soluzione. Chiudere è la cosa più semplice e significa non affrontare la battaglia e le responsabilità di avere un Paese sulle spalle con la sua economia. Il rischio reale è quello di affamare questo Paese, di farlo deprimere e di compromettere l’equilibrio psicologico di una intera generazione di bambini.

Per mesi il Governo ha pensato solo ad acquistare banchi con le rotelle (al prezzo di circa 241 euro l’uno mentre chi ha vinto la gara li ha comprati dalla Cina a circa 30 euro), a stabilire milioni di contributi per l’acquisto di monopattini, a discutere sul Mes e poco altro. Nessuna programmazione vera. Sono anche stupito come questi famigerati uomini che compongono il CTS (nessuno o quasi ha alcun titolo curriculare di vera eccellenza) non abbiano ancora i dati scientifici per quantificare la positività di questo virus in un tampone. La maggior parte dei positivi, infatti, è probabilmente innocua per gli altri e per se stesso perché la scienza insegna che pochi genomi di un virus è come non averlo cioè non si è ne contagiati ne contagiosi. Inseguire il mito di raggiungere il contagio zero in maniera innaturale è fuorviante ed impossibile.

Si prosegue altresì a fare una attenta campagna del terrore per distruggere e ammansire la popolazione. Una comunicazione criminale. Si chiudono dalle 18 le attività della ristorazione, i bar e le sale gioco (equivale a chiuderle definitivamente) mettendo alla fame migliaia di imprenditori e le loro famiglie come se il contagio fosse soltanto lì e non solo, si proibisce l’attività delle palestre, dei centri benessere e delle piscine dove l’attenzione e le misure di prevenzione sono invece massime, stessa cosa per teatri e cinema. Assurdità. Si stabilisce che queste attività non siano necessarie, ma a parte che sarebbe discutibile anche questo, ma queste attività sono necessarie per chi ci lavora o no? Per il nuovo Dpcm potremo andare in una metropolitana affollata con gente a meno di un metro ma non potremo andare a teatro con gli altri spettatori a oltre due metri. Ma non per essere blasfemi le chiese rimangono aperte cosi come i musei, per quali fantastiche ragioni lì il contagio è meno diffuso? Paradossalmente si chiudono i luoghi maggiormente sicuri dove l’attenzione alla distanza ed alla pulizia sono massime e, allo stesso tempo, non si fa nulla, sui trasporti.

Lo sport ne esce ancora una volta umiliato dopo che le minacciate chiusure alle attività hanno già decimato gli utenti per tutte le associazioni. Quelle natatorie ne escono distrutte così come quelle di fitness. Le associazioni di cultura e spettacolo, una volta fiore all’occhiello dell’Italia, sono devastate. La ristorazione riscontrerà centinaia di attività che non riapriranno più. E allora le proteste come quelle di Napoli, Roma e Catania, al bando dalle violenze ingiustificabili, sono la naturale conseguenza. Vivaddio siamo di fronte ad un sussulto di vitalità e di coraggio provando ad alzare la testa. Bersagliati da una informazione fasulla, drogata da sensazionalismi e da dictat governativi, qualcuno che auspichiamo possa essere sempre più numeroso dice no in nome e per conto di una ragionevole battaglia contro l’idiozia.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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