DPCM, UNA RISATA LO SEPPELLIRA’

 DPCM, UNA RISATA LO SEPPELLIRA’

In questi lunghi mesi contraddistinti dalla Pandemia le abbiamo provate tutte per esorcizzare la moltitudine di Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri che ci sono piombati addosso. Gli italiani, da popolo ligio e rispettoso, hanno accettato di tutto: dalla segregazione nelle proprie abitazioni al non poter vedere parenti ed amici non conviventi per mesi, dall’uso delle mascherine allo spendere fortune in gel disinfettanti per le mani, dall’impossibilità di curarsi malattie che non fossero Covid-19 negli ospedali pubblici al rinunciare a sposarsi, dal non poter mandare i figli a scuola a farli tornare all’istruzione mascherati ed a bordo di banchi con le rotelle. Dopo l’ultimo DPCM di ottobre, gli italiani ormai in preda ad una crisi di nervi, si sono dati alla satira quale ultimo atto per dimostrare pacificamente contro decisioni governative maldigerite ed in alcuni casi cervellotiche.

Il nuovo DPCM firmato dal Presidente “avvocato del popolo” Giuseppe Conte prevede una nuova stretta, in chiave anti Coronavirus, alle abitudini ed alle libertà dei cittadini. In poche parole, è una specie di Lockdown mascherato. Al grido “sforniamo decreti come fossero brioches”, il Governo ha stabilito, dopo complesse e lunghe trattative di maggioranza e con l’insindacabile giudizio del Comitato Tecnico Scientifico: mascherine obbligatorie all’aperto ed al chiuso, divieto assoluto di feste private e per eventuali incontri tra non conviventi in abitazioni private si raccomanda la presenza di massimo 6 persone, le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose possono invece svolgersi con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti, chiusura alle 24 delle attività di ristorazione con servizio al tavolo ed alle 21 in assenza di servizio al tavolo, divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze di attività di ristorazione dopo le 21, divieto di svolgimento di gite scolastiche e viaggi di istruzione con scambi o gemellaggi, divieto di svolgimento di attività connesse allo sport da contatto (calcetto, basket, arti marziali, ecc.) aventi carattere amatoriale, presenza contingentata di pubblico per assistere alle attività sportive professionistiche con non oltre 1000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso.

Tutto questo susseguirsi di norme e regolamenti, arricchiti da dichiarazioni non sempre lucide ed appropriate di Ministri della Repubblica hanno portato in reazione gli italiani a servirsi del sarcasmo per criticare il pressapochismo della classe dirigente. Tutto inizia con una dichiarazione non proprio azzeccata e felice del Ministro della Salute Roberto Speranza, che commentando il divieto di feste private predisposto dal Governo e la conseguente difficoltà per gli organi preposti di controllare questa fattispecie del tutto privatistica, la cui intangibilità è riconosciuta dalla Costituzione, si augurava spiate da parte dei vicini per segnalare assembramenti nelle abitazioni. Mai augurio si era dimostrato più nefasto per un Ministro, sul web una moltitudine di meme e vignette hanno ricordato al politico storiche delazioni non propriamente lusinghiere. Infatti, la delazione è l’arma più in uso presso i regimi liberticidi ed antidemocratici. Il meme più caustico invitava a segnalare le feste dei vicini scaricando l’App “Infami”.

Tra il serio ed il faceto, da tempo ci chiediamo quale linguista scriva le norme dei DPCM contiani. Norme piene di contraddizioni e che si prestano spesso a molteplici interpretazioni. Un esempio per tutti, la norma sulla presenza del pubblico negli impianti sportivi, che deve essere pari al 15% della capienza senza superare i 1000 all’aperto ed i 200 al chiuso. Ora, l’inghippo si trova nella facoltà attribuita alle Regioni, d’intesa con il Ministero della Salute, di poter stabilire un numero massimo di presenze diverso per l’indoor restando il limite del 15%. Così, in un impianto di 15000 posti al chiuso potrebbero entrare 2250 spettatori, mentre in uno stadio come San Siro dalla capienza di 80000 persone, solo 1000. Una volta per tutte, vogliamo conoscere chi scrive le norme.

Tornando alla satira, troviamo sui social tantissimi meme ispiratissimi. Ne elenchiamo qualcuno per comprendere il loro tenore e la loro sferzante ironia. In un meme vediamo Conte che camuffato da fattorino consegna pizze da asporto chiedendo chi abbia ordinato 7 pizze, in un altro troviamo i 7 nani che si ribellano perché, seguendo l’ultimo DPCM uno di loro dovrebbe essere cacciato da casa, oppure un Gesù costretto a fare l’ultima cena in videoconferenza, una Cenerentola che per Decreto deve rinunciare al Ballo con il Principe, un virus mascherato da Tony Manero che si scatena al ritmo de “La febbre del sabato sera”. Si ride, forse si dovrebbe piangere, ma tutto questo ci fa comprendere quanto gli italiani siano stanchi di questo prolificare di DPCM dalle norme poco lineari ed in alcuni casi incoerenti con la gravità della Pandemia da Covid-19, che ci troviamo a combattere da mesi disarmati e poco supportati.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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