EUTANASIA DELLO SPORT, IL GOVERNO STA STACCANDO LA SPINA

 EUTANASIA DELLO SPORT, IL GOVERNO STA STACCANDO LA SPINA

Auspicavamo che davvero fosse definitivamente riconosciuta la valenza dello sport come volano di valori, moltiplicatore di rapporti sociali, come accompagnamento fondamentale per la crescita di ciascun individuo, come colonna portante per l’educazione morale, mentale e fisica di tutti. Soprattutto i nostri bambini e ragazzi. Ci siamo miseramente sbagliati. Il Covid 19 e la responsabilità nel gestire una situazione certamente difficile ci pone di fronte all’inadeguatezza di chi governa il nostro Paese. Non solo si continua ad evitare di comunicare i dati scientifici, di approfondirli con studi appropriati che da 6 mesi ci dovrebbero invece dare delle risposte.

Non parliamo del vaccino e di tutto quello che ci potrebbe essere dietro (sarebbe bello così non fosse), riferendoci ovviamente all’affare del secolo e dei soldi che ahinoi hanno storicamente sempre reso stolto l’uomo e l’individuo. Parliamo di spiegazioni sul virus, sulle sue mutazioni, su quello che era e quello che è. I dati sono scienza. I dati dicono che oggi la maggior parte dei contagiati è asintomatica, che sono pochissimi i ricoverati e rarissimi i decessi. Qualcuno del Governo ha il pudore di spiegarci con i tanti virologi al soldo del Pubblico? No. Un silenzio assoluto. Unica risposta i continui protocolli anti Covid. E torniamo in questo senso allo sport.

E’ una assurdità pretendere che in tutti gli sport giovanili, per qualunque attività sportiva non professionistica che preveda competizioni, si debbano fare i tamponi ogni 5 giorni. Una bestemmia. Un non senso per tre ordini di motivi che, evidentemente, il qualunquismo dei 5 Stelle non riesce a comprendere: primo, se tutte le società di ogni attività sportiva dovessero fare tamponi a tutti i ragazzi ogni 5 giorni, per tutto lo svolgimento dei campionati (8 mesi circa), non ci sarebbero le infrastrutture per farlo e andrebbe in tilt il sistema; secondo, le spese sarebbero mediamente di oltre un migliaio di euro alla settimana per ciascuna società non professionistica, costi che sarebbero insopportabili per chiunque; terzo, con queste imposizioni i ragazzi ed i bambini certamente si allontanerebbero definitivamente dal fare sport. Questi sono i protocolli diramati via via in questi giorni da ciascuna federazione nazionale in ossequio ai dictat del vituperato Comitato Tecnico Scientifico governativo.

Bene, anzi male, se questa è l’attenzione allo sport giovanile, agli sport “minori”, agli sforzi economici di tutti coloro che disputano campionati o gare interregionali giovanili riteniamo legittimo dire che vogliono uccidere lo sport. Si vuole privare diverse generazioni di ragazzi della socialità, del divertimento e di tutto quello che c’è dietro alla pratica sportiva? Il Governo pur di non prendersi alcuna responsabilità vuole davvero l’eutanasia dello sport? Ebbene auspichiamo che tutte le società, i presidenti di federazioni regionali e nazionali, il Coni facciano qualcosa, facciano muro assieme a tutti coloro che amano lo sport e che lo ritengono parte integrante e fondamentale della vita di ognuno. Ora o mai più.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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