Gioco legale al default

 Gioco legale al default

Uno dei settori economici più penalizzati dai vari lockdown imposti dall’emergenza Covid-19 è certamente quello del gioco legale. Ad oggi, le misure restrittive messe in campo dal Governo per arginare la diffusione del virus, sembrano essere diventate per gli addetti di queste attività vere e proprie misure interdittive. Infatti il settore giochi conta più di 300 giorni di serrata totale imposta per decreto. Questo vuol dire quasi 10 mesi di cassa integrazione per i lavoratori e guadagni azzerati per gli imprenditori. Il tutto senza che l’autorità abbia ancora reso noto il momento in cui sarà consentito e le modalità di riapertura delle sale scommessa. Danno e beffa insieme, mentre tutti gli altri operatori economici, con più o meno ritardo, possono iniziare a progettare azioni di rilancio sfruttando le tanto sospirate aperture estive, il gioco legale è ancora fermo alla chiusura di una anno fa. Nei giorni scorsi i lavoratori del settore sono scesi per l’ennesima volta in piazza a manifestare la propria preoccupazione in vari flash mob tenutisi in tutta Italia sotto lo slogan “Fateci Riaprire”

Il vero paradosso della vicenda è che se da un lato il gioco legale è fermo e dall’altro il gioco illegale, in mano alla malavita, prolifica ed ha trovato terreno sempre più fertile per incrementare i propri loschi profitti. Quindi, mentre 150.000 addetti del settore rischiano il posto di lavoro, la criminalità organizzata banchetta. Il Procuratore Nazionale Antimafia Dott. Cafiero De Raho è intervenuto sull’argomento: “è necessario incrementare il gioco legale per sottrarre risorse alla criminalità organizzata. Molteplici inchieste hanno dimostrato quanto il gioco illegale sia un indotto gestito da Mafia e ‘Ndrangheta”. Sulla stessa linea ha parlato anche il Capo della Polizia Dott. Franco Gabrielli evidenziando l’incremento del rischio della pirateria informatica legata allo sviluppo del gioco d’azzardo illegale online. Il lato ancora più incomprensibile della vicenda, è come lo Stato con la chiusura del gioco si autopenalizzi. Infatti con il fermo di queste attività economiche l’erario quest’anno perderà 3 miliardi di euro di prelievo da tassazione. Per risolvere questa grottesca situazione urge un intervento immediato del Presidente del Consiglio Draghi per riaprire in sicurezza il prima possibile un settore penalizzato e messo in ginocchio dalla miopia di qualche Ministro e di qualche Partito mossi non solo dall’effettiva necessità, ma anche da mere scelte ideologiche di tipo proibizionista.

di  K. von Metternich

K. von Metternich

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