GIOVENTÙ MAL “SBOCCIATA”

 GIOVENTÙ MAL “SBOCCIATA”

L’assunzione di alcool tra i giovanissimi è ormai un fenomeno sociale che sta assumendo proporzioni gravissime. Tutti abbiamo gli occhi per vedere come abitualmente i giovani della nostra città trascorrono le loro serate con gli amici. Chi conosce la “movida” potentina sa cosa accade, soprattutto nei fine settimana, sa quanto è diffuso, soprattutto tra i giovanissimi, l’uso di alcool. Fenomeno, questo, non nuovo, ma sul quale le passate amministrazioni hanno spesso chiuso, non uno, ma entrambi gli occhi, per poi “svegliarsi” e rendersi conto, solo oggi, del dilagare di un fenomeno preoccupante anche in una piccola realtà come la nostra. 

Il consumo di bevande alcoliche è diventato l’unico mezzo di trasgressione per combattere la monotonia e, solo ora, la sinistra cittadina sente il bisogno di interrogarsi su quali siano le ragioni di un problema di questa portata. Una domanda retorica che ha radici profonde e facilmente individuabili, se si tenesse conto dei bisogni delle nuove generazioni. Una città che, ascoltando chi ha voglia di viverla, ha poche alternative e, in sostanza, poco da offrire. Promuovere, come le forze di minoranza hanno intenzione di fare con la mozione da loro presentata e oggetto di discussione al prossimo consiglio comunale, progetti di sensibilizzazione sulla questione coinvolgendo i partner sociali, rappresenta soltanto un palliativo al problema. Il grido di allarme dei partiti dell’opposizione che per anni hanno amministrato la città e che ora “piangono lacrime di coccodrillo” è al quanto grottesco. 

Il problema non è di facile risoluzione e limitarsi a mettere in campo eventi e corsi con i quali rafforzare una maggiore consapevolezza e un maggior senso di responsabilità in merito all’uso di sostanze che creano dipendenze probabilmente significa soltanto percorrere strade già battute i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Informare sulle conseguenze a cui si va incontro per l’uso eccessivo di bevande alcoliche deve avvenire in un modo diverso: quanti ragazzi saranno presenti a iniziative di questo genere? L’ozio è il male di ogni vizio ed è questo contro cui bisogna armarsi, allora perché non “emulare” esempi virtuosi? 

Si potrebbe pensare infatti di replicare anche nella nostra comunità il programma islandese del YOUTH ICELAND che prevede un coinvolgimento attivo dei genitori e dei ragazzi. Accanto alle restrizioni sulla stregua dell’ordinanza comunale che vieta la vendita dalle 3 alle 6 del mattino, potrebbero essere promosse attività extracurriculari a carattere gratuito con i quali i ragazzi verrebbero occupati incentivando la qualità del tempo speso tra i coetanei tenendoli impegnati in attività specifiche volte a ridurre lo stato di ansia e paura legate al loro presente ma soprattutto al loro futuro. Un tentativo in questo senso per sradicare un problema sociale potrebbe essere percorso senza perdere di vista la fondamentale collaborazione che deve essere messa in campo tra cittadini e istituzioni per rendere concreta questa esperienza. 

di Francesca Colasurdo

Francesco Colasurdo

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