GIUSTIZIA È FATTA?

 GIUSTIZIA È FATTA?

A cura di Luigi Olita 

L’operazione condotta questa settimana dalle forze di polizia francesi sul proprio territorio nazionale che ha condotto all’arresto di sette membri delle ex brigate rosse ha dato un vero colpo di spugna agli avvenimenti della Guerra Fredda. I sette brigatisti sono stati posti in stato di fermo su richiesta (vecchia di decenni) dell’Italia, condannati proprio nel Bel Paese per omicidi efferati avvenuti tra gli anni 70 ed 80. La decisione, partita dalla richiesta di Roma, è stata assunta dal Capo dell’Eliseo Macron, segnando dunque una svolta alla dottrina Mitterrand che offriva invece protezione agli attentatori rossi in Francia. La dottrina Mitterrand, dal nome del presidente francese socialista, Francois Mitterrand, prese vita nel 1985, quando proprio la vicina Italia era governata dal socialista Bettino Craxi. La dottrina del Capo di Stato socialista francese aveva, a tutti gli affetti, concesso ad individui condannati per terrorismo ed atti violenti di matrice politica una vera e propria protezione sul suolo nazionale francese. Ciò dunque vietava l’estradizione nel Paese dove questi crimini erano stati commessi, nel momento in cui non avessero più commesso tali azioni.

Durante il discorso al palazzo dello sport di Rennes nel febbraio del 1985, il Presidente Francese Mitterrand affermò di rifiutare di “considerare a priori come terroristi attivi e pericolosi degli uomini che sono venuti, in particolare dall’Italia, molto tempo prima che esercitassi le prerogative che mi sono proprie – disse allora Mitterand – e che si erano appena ritrovati qui e là, nella banlieu parigina, pentiti”. Dunque tutti i terroristi presenti sul suolo francese ottenevano un diritto d’asilo mostrando una buona condotta e buona volontà nell’integrarsi all’interno della società francese, iniziando, dunque, una nuova vita oltre le Alpi. Al di là di alcune interpretazioni storiche, comunque molto significative, che parlano di un patto scritto tra il Presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi ed il Presidente Mitterrand per preservare i rapporti tra i due Paesi europei, la decisione dettata dal Capo dell’Eliseo andava in un certo senso ad opporsi alle leggi anti terrorismo che vennero adottate in Italia in quegli anni segnati sia dall’omicidio del leader democristiano Moro che da una scia di sangue ricollegata al terrorismo di matrice sia neofascista che rossa. Anni dominati dalla strategia della tensione, in cui imperversava l’organizzazione Gladio (stay behind) che addestrava i suoi agenti sui terreni del Gennargentu per prevenire l’insorgere delle Quinte Colonne rosse al soldo di Mosca.La legislazione italiana anti terrorismo in quegli anni si concentrava anche sul terrorismo di matrice araba palestinese con cui il Lodo Moro fece iniziare una sorta di diplomazia parallela gestita fortemente anche grazie all’aiuto del Sismi per preservare gli interessi nazionali di Roma e per entrare come punto di riferimento all’interno del panorama Mediorientale segnato dalla nascita di Israele che contribuì a cambiare le sorti della Regione. La dottrina Mitterrand, criticata dai più, fu una brutto colpo all’orgoglio italiano per i crimini commessi dal terrorismo di matrice Comunista che provocarono lutto e dolore sfuggendo alla legge anche grazie ad una parte dell’intelligenzia rossa e non solo. Le ultime azioni del Governo francese hanno sicuramente cambiato le vecchie strategie adottate durante la Guerra Fredda. Potrebbe essere la forte influenza di Mario Draghi ad aver contribuito a cambiare i vecchi equilibri della Prima Repubblica, ed avere portato monsieur Macron a portare avanti la giustizia mai attuata in passato? O forse una apertura al centrodestra francese in vista delle ormai vicine elezioni?

Luigi Olita

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