GIUSTIZIA: POTERE FUORI CONTROLLO

 GIUSTIZIA: POTERE FUORI CONTROLLO

Dovrebbe essere la notizia. Dovrebbe farci sobbalzare dalla sedia e forse scendere in piazza o quantomeno chiedere a gran voce una riforma seria con tante riflessioni sul presente e sul passato. Invece poco più del nulla. I mass media continuano a parlare per gran parte del loro tempo del Covid come se un vero è proprio attacco alla Costituzione non fosse stato conclamato. Un equilibrio tra poteri esecutivo, legislativo e giudiziario che evidentemente non c’è e con invasioni di campo pericolosissime. Finalmente è palese che la magistratura è ormai quasi del tutto un potere fuori controllo. Ma al netto dei sofismi, la questione vera che va posta, è che oggi esiste un potere che prevale sugli altri. Dietro il paravento dell’indipendenza della magistratura si nasconde una assoluta irregolarità nel funzionamento della democrazia.

I poteri dovrebbero essere equilibrati e si dovrebbero controllare a vicenda, invece oggi l’esecutivo è controllato dal potere legislativo e giudiziario, il potere legislativo è controllato da quello giudiziario, il potere giudiziario è controllato dal potere giudiziario. A questo punto non vogliamo una autoriforma, “auto” vuol dire niente, o meglio vuol dire che i magistrati non accettano di mettersi in discussione, quando il problema sono esattamente loro. Bisogna stabilire chi controlla il potere della magistratura che oggi è incontrollato ed è enorme. La magistratura ha rovesciato centinaia di consigli comunali, decine di consigli regionali, ha fatto cadere tre governi, ha raso al suolo i due principali leader politici degli ultimi 25 anni, Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, ha fatto di tutto senza mai accettare di essere messa sotto controllo. Allora, a costo di dire una scemenza, mettiamo in discussione l’indipendenza della magistratura. Perché oggi l’autonomia della magistratura è semplicemente arroganza e ipocrisia.

La politica dovrebbe uscire dal suo stato di inferiorità e avere la forza di cambiare le leggi e porre in essere un controllo al potere giudiziario fuori dalla magistratura. Discutiamone, come succede in altri Paesi democratici come la Francia e gli Stati Uniti. L’indipendenza intesa come potere assoluto e incontrollato non può e non deve esistere più. Oggi ascoltiamo dalle intercettazioni del magistrato Palamara, membro importante del Csm, che Salvini andava colpito e che le cariche a capo delle Procure erano decise a tavolino e secondo le correnti potentissime della magistratura. Comprendiamo come è avvenuto il trasferimento del metodo di guerra riservato a politici e imprenditori all’interno della magistratura. Linciaggio mediatico, accuse senza prove, senza indizi, intercettazioni passate alla stampa, gogna; strumenti e liturgie cari ai magistrati per colpire all’esterno vengono ora utilizzate da una parte di magistrati stessi all’interno del Csm. La famigerata strategia del cassetto che si apre a comando pestando alcuni piedi o aree tanto cara a tante procure. La magistratura torni a governare la giustizia senza occuparsi di politica se non per colpire i reati. Quelli veri. E magari con sentenze e processi veri e magari non con le solite fughe di notizie e i paradossali processi mediatici.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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