IL BOOM DELL’E-BIKE

 IL BOOM DELL’E-BIKE

Ancor prima che il Covid-19 irrompesse nelle nostre vite, l’E-Bike si era affermato come un fenomeno di massa nel nostro Paese. Un vero e proprio boom quello della bicicletta a pedalata assistita (E-Bike), che nel giro di pochi anni ha sconvolto il sistema di mobilità integrata di molte nostre città. Una rivoluzione culturale che ha toccato il mondo delle due ruote ampliando sempre più la platea di coloro i quali utilizzano la bicicletta come mezzo di trasporto abituale. Il fenomeno piace sia agli sportivi sia agli amici dell’ambiente sia ai cicloamatori e sia ai neofiti del pedale che sfruttando la pedalata assistita possono avvicinarsi più agevolmente a questo mezzo di trasporto.

Certo, che di strada la bicicletta ne ha fatta dalla sua prima apparizione datata 1817. Oggi in commercio ce ne sono per tutti i gusti e per tutti i portafogli. Grazie allo sviluppo dell’E-Bike si sono abbattuti anche gli ultimi tabù ai quali le normali bici muscolari ancora non erano riuscite a dar risposta. Tramite la pedalata assistita si possono avvicinare alle due ruote anche coloro i quali fino ad ora erano impossibilitati a farlo per motivi di salute, per età o perché risiedevano in luoghi difficilmente praticabili con la bici. Allargando la sfera delle persone che accedono ad una costante attività sportiva, anche attraverso il solo sano movimento, si aiuta la sostenibilità del sistema sanitario nazionale. Così come, un aumento del parco dei veicoli a due ruote circolanti contribuisce sensibilmente a migliorare la qualità dell’aria che respiriamo.

Senza dubbio, le E-Bike continuano a far storcere il naso ai “puristi” delle biciclette muscolari che accusano i ciclisti “elettrici” di pedalare senza fare quella classica fatica che nei secoli ha contraddistinto lo sport del pedale. Anche qui i “puristi” della salita=fatica non hanno del tutto ragione. Prima di tutto l’E-Bike ha avuto l’inaspettato merito di far avvicinare al ciclismo un grande numero di persone che senza questa novità mai avrebbero iniziato a pedalare. Inoltre, anche per i ciclisti “elettrici” la salita può diventare grande fatica, basta non esagerare con l’ausilio dell’assistenza elettrica.

Infatti, per la normativa vigente in Italia sono classificate come biciclette a pedalata assistita quelle con un motore elettrico in grado di raggiungere una velocità massima di 25 Km/h e senza pedalare l’E-Bike non si muove non è un motorino con l’acceleratore; al raggiungimento dei 25Km/h il motore si spegne automaticamente ed ogni pedalata diventa di natura muscolare. Per giunta le E-Bike pesano in media 10 Kg in più rispetto alle loro cugine di vecchia generazione e questo aumenta la fatica per il ciclista che usa la pedalata assistita per fare sport. Quindi basta non abusare troppo dell’aiuto del motore elettrico ed ecco che l’E-Bike diventa un’ottima e faticosa fonte di allenamento per il cicloamatore, che vuole aggiungere ai giri in pianura anche qualche traguardo in salita sfruttando la bellezza e la durezza delle splendide montagne dello Stivale. L’E-Bike finisce per diventare, così, sinonimo di divertimento, salute e sostenibilità ambientale alla portata di tutti.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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