IL DARIO DI UN VIAGGIATORE – The American Dream (intro)

 IL DARIO DI UN VIAGGIATORE – The American Dream (intro)

Fin da bambino ho sempre sognato di andare a vivere in America un giorno. Dopo tutti i film americani che ho visto e le canzoni che ho ascoltato, la mia mente è sempre stata affascinata da quel mondo che, sebbene sia al di là di un intero oceano, in qualche modo mi appartiene. Io mi sento un po’ americano, la sua cultura inconsciamente mi ha plasmato. Questo desidero, unito all’incontrollabile bisogno di evadere dal mio paese. Con gli anni le emozioni mi hanno fatto credere che la mia vera casa, il posto in cui io e la mia coscienza possano finalmente essere in armonia, siano proprio gli Stati Uniti d’America. Dopo un’adolescenza passata a bramare quel continente così lontano, finalmente nella primavera del 2015 partii per la prima volta verso la costa est degli Stati Uniti. Fu una sensazione strana salire sull’aereo, dopo tutta una vita passata a desiderare quel momento, provai finalmente l’emozione di “andare a casa”, come se un obiettivo di vita si stava finalmente per compiere. Fu strano perché in quel momento io non provai niente, non ero emozionato quanto avevo creduto: quando feci il mio primo passo sul suolo americano, appena fuori dall’aereo, credevo che avrei pianto dalla gioia, e invece niente, totale indifferenza. Era come se quel desiderio così grande, quell’attesa così lunga, aveva ormai già consumato tutte le emozioni che potevo provare. Quasi mi sentii triste perché non provai ciò che credevo avrei provato, ma era ancora troppo presto per sentirsi delusi. Decisi così di iniziare a scrivere un diario di viaggio, ispirato dal libro “Un italiano in America” di Beppe Severgnini. Volevo cogliere ogni dettaglio di quella terra e di quella cultura, per fare poi un confronto con il mio mondo e con la mia cultura da italiano. Ad oggi sono stato in America già due volte e ho visitato ben 10 stati in due road trip e il mio diario di viaggio continua ad ampliarsi sempre più e ogni volta che torno noto dettagli nuovi e sempre più profondi della loro cultura, delle loro città e del loro stile di vita che, per quanto io credessi fosse assolutamente compatibile con il mio, in realtà è abbastanza distante da noi italiani. Il mio diario non racconta ovviamente verità assolute ma solo le mie impressioni e la mia visione dell’America che ho avuto modo di costruire nelle poche settimane in cui ci ho vissuto.

di Simone Daraio / Leukos

Leukos

Articoli correlati

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *