IL FUTURO INCERTO DELLA LIBIA TRA ROMA, PARIGI ED ANKARA

 IL FUTURO INCERTO DELLA LIBIA TRA ROMA, PARIGI ED ANKARA

A cura di Luigi Olita.

La scorsa settimana il Premier Libico Fayez Al Serray ed il ministro dell’interno Fathi Bashaga sono atterrati a Roma per un incontro con l’esecutivo Italiano. Il ministro dell’interno libico ha incontrato l’omologa Italiana, Lamorgese, per discutere del fenomeno dell’immigrazione clandestina che imperversa nel Mar Mediterraneo e problemi riguardanti la sicurezza. La partita Libica, giocata da numerosi attori, ma controllata in particolar modo da Francia e Turchia, in questi giorni ai ferri corti per gli episodi di terrorismo avvenuti nelle ultime settimane a Parigi e per l’incauta vignetta su Erdogan del magazine Charlie Hebdo, vedono uno degli attori principali uscire fortemente indebolito dal Risiko mediterraneo: l’Italia. La Repubblica di Turchia appoggia militarmente e diplomaticamente il governo nazionale libico del Premier Serray, riconosciuto dall’ONU, mentre la Francia sostiene sin dall’aprile del 2019 l’uomo forte della Cirenaica, Khalifa Haftar.

Il generale Haftar, militare del vecchio esercito di Gheddafi, causò non pochi problemi lo scorso anno all’Italia, minacciando di attaccare le basi Eni presenti in Tripolitania e mettendo a rischio il personale militare e diplomatico italiano presente nella zona. La Francia, Deus ex machina dietro il generale Haftar, ha fortemente spalleggiato le azioni del “governo” di Tobruk, portando avanti una strategia di logoramento nei confronti dell’Italia. Sulla Libia sono in corso numerose trattative diplomatiche per assicurare un governo stabile ed un nuovo assetto istituzionale. La Turchia, in prima linea a favore del governo di Tripoli, sostiene l’attuale ministro dell’interno Fathi Bashaga come futuro Premier. La chiusura dei centri per migranti e l’arresto dell’ufficiale della guardia costiera Libica, Abd Al Rahman Milad, alias Bija, accusato di traffico di esseri umani, sono le principali mosse messe in campo dal ministro Bashaga per presentarsi alla comunità Mediterranea come valido interlocutore e possibile futuro leader della Tripolitania.

L’incontro tra il Presidente del Consiglio Conte ed il Premier Libico ha fatto emergere ancora una volta quanto l’Italia venga cercata in Libia come massimo interlocutore diplomatico, ma allo stesso tempo quanto la presenza Turca e Francese abbia marginalizzato il ruolo di Roma in quella che è la partita più importante del Mediterraneo. La diplomazia Turca, sempre più aggressiva e pragmatica ha ottenuto il “controllo” della guardia costiera Libica, grazie agli accordi firmati a novembre del 2019 tra Ankara e Tripoli mentre la Francia avanza in Cirenaica continuando a sostenere sotto mentite spoglie il generale Haftar. Il crescente ruolo del ministro Bashaga, e l’annuncio delle dimissioni del Premier Serray il 31 ottobre, gettano un’ombra sullo scacchiere Mediterraneo; infatti se il ministro Bashaga, preferito della Turchia, prenderà il posto del debole Serray, Ankara avrà carta bianca per rafforzare la sua presenza in Libia ma allo stesso tempo sull’intero Nord Africa. La Turchia, che controlla le vie di accesso dei migranti per l’Europa, prenderebbe il controllo anche della Via Libica ed avrebbe a disposizione una carta in più da giocare per ricattare l’Europa, istituendo una sorta di “Pax Ottomana” sull’intero Mediterraneo.

Redazione

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