IL GOVERNO: DA CEPPALONI A CIAMPOLILLO

 IL GOVERNO: DA CEPPALONI A CIAMPOLILLO

La giornata del 19 gennaio 2021 si profila come uno dei momenti più tristi e bassi dell’intera vita politica dell’Italia repubblicana. Un giorno, che da notisti politici ci saremmo volentieri risparmiati di vivere e dover raccontare. Il vero trionfo dell’arte del camaleonte sull’alta arte del governare. In Senato, la nostra classe politica di Governo ha dato vita ad una pantomima talmente ben congeniata da far rabbrividire e rivoltare nella tomba teorici del Trasformismo italico quali Depretis e Crispi. L’arte del trasformismo politico fu inaugurata nel 1880 dallo statista della Sinistra storica Agostino Depretis e consiste nel formare di volta in volta maggioranze parlamentari intorno a singole personalità, superando le tradizionali distinzioni tra schieramenti e partiti. Dicevamo della prassi inaugurata da uno statista, Depretis, e non certo dall’avvocato Presidente Conte. Infatti, il teatrino creatosi in Senato più che trasformismo sarebbe meglio definirlo “bazar”. Il Bazar è un mercato caratteristico dei Paesi Musulmani dove si acquistano articoli, per lo più di scarso pregio.

Dunque, mentre Depretis o Crispi cercavano di portare dalla propria parte politica valenti deputati o Senatori della Destra storica, l’avvocato Conte riesce ad accontentarsi di semplici transfughi e disperati, che pur di restare inchiodati allo scranno parlamentare o accedere a postazioni di sottogoverno, decidono placidamente di privarsi di ogni dignità e lealtà politica. Ognuno è artefice delle proprie fortune, dicevano i latini, ma vedere esultare i Senatori del Movimento 5 Stelle per aver strappato il voto di Lady Mastella o di un Ciampolillo qualunque era difficile da poter immaginare solo qualche tempo fa. Il Movimento, che fino a ieri, voleva aprire in nome della trasparenza le Camere come una scatoletta di tonno, ha dimostrato come sia facile parlare e come sia difficile resistere alla tentazione di istituzionalizzarsi come “Casta”. E’ difficilissimo resistere alle lusinghe dei posti di potere, dei benefit di posizione e alle facili illusioni della grande bellezza di Roma. D’altronde Luigi Di Maio è passato in un amen da moralizzatore della “nuova” politica a sommo sacerdote della stabile instabilità di Governo.

Il Ministro Di Maio solo qualche anno fa dichiarava: “Il PD è il male d’Italia” e “l’unica cosa che possiamo fare è invitare i cittadini a liberarsi del PD” ed ancora “escludo categoricamente qualsiasi alleanza con il PD” o “il PD è simbolo di voto di scambio e malaffare”. Oggi, quello stesso Di Maio governa insieme al PD ed è tra i più strenui difensori del Presidente Conte. Restando ancora al bazar, il camaleontico Premier Conte dopo aver presieduto il governo Giallo-Verde e il Governo Giallo-Rosso pur di resistere incollato alla poltrona di Palazzo Chigi sta per varare il Governo Giallo-Tutto. Questa messinscena sarebbe divertente se il Paese non fosse scosso da circa un anno dalla catastrofe della Pandemia che lo sta sfinendo socialmente ed economicamente. L’Italia meriterebbe molto più del teatrino a cui siamo costretti ad assistere da una maggioranza che dovrebbe, invece che pensare a biechi interessi personali, traghettare la Nazione verso un porto sicuro al riparo dalle incertezze che stiamo vivendo. Questi miseri giochi di Palazzo a cui stiamo assistendo, oltre ad uccidere la Politica stanno definitivamente uccidendo il tessuto comunitario e finanziario della nostra bella Italia. Dico “nostra” perché i cittadini non possono sentirsi rappresentati da intrighi, bazar e tonnare di Palazzo che sviliscono e rendono vani tutti i sacrifici fatti, in termini di restrizioni delle libertà individuali ed economiche, solo da noi, e sottolineo noi, cittadini.

diK. von Metternich

K. von Metternich

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