LA TRAGEDIA E’ TORNATA

 LA TRAGEDIA E’ TORNATA

La tragedia è tornata. Il covid si è ripreso la scena senza averla mai del tutto abbandonata. Un nuovo lockdown generale sarà probabilmente decretato dopo le settimane di indecisione del Governo italiano qualunquista e incompetente. Un manico di “senza palle” mai visto prima, così tutto insieme come una armata brancaleone del terzo millennio. Molti chiedono ai mass media di non essere critici perché è il tempo di restare uniti, noi crediamo invece che il dovere della comunicazione sia di fare il cane da guardia “sorvegliando” e “criticando”, se necessario, in maniera costruttiva ed oggettiva. Una situazione come questa general pandemia è un evento mai visto e quindi ha tutte le giustifiche del caso per qualunque Governo nel affrontare cose mai affrontate prima. Inoltre l’Italia è un Paese indebitato che da decenni ha spogliato la sanità. Ma la mancanza di un piano pandemico nazionale da oltre 15 anni chiede vendetta o no?

Gli errori/orrori che denunciamo e che imputiamo in maniera grave al governo Conte non sono le ricette ma le modalità, i tempi e la perseveranza nell’imprecisione dei provvedimenti e nella indecisione. Manca il coraggio. Che la decisione sia bianca o nera in emergenza serve un comandante deciso, un comandante coraggioso, un capo che regala sicurezza e non paura e terrore. Nulla di tutto ciò. Conte e Speranza non decidono mai ma sguazzano nel mezzo del guado e non capiscono che ciò mal gli coglierà. Non chiudono completamente il Paese ma allo stesso tempo non lo lasciano aperto. Fanno arrabbiare tutti. Regalano tristezza, terrore, insicurezza con una comunicazione monotematica. I provvedimenti ambigui e ridicoli sono sotto gli occhi di tutti. Tanti gli esempi: la pallavolo continua a giocare con le sue squadre giovanili locali perché riconosciuti “campionati nazionali” ma che in realtà sono regionali e provinciali, gli altri sport non possono; in zona rossa la gioielleria deve essere chiusa ma non il negozio di scarpe per bambini; le scuole superiori restano chiuse non le medie inferiori.

Il Governo ha pensato ad acquistare i banchi con le rotelle: 2 milioni e mezzo di banchi a 241 euro ciascuno, oltre 600 milioni di euro spesi di banchi che arriveranno a pandemia conclusa. Ebbene il prezzo di una postazione completa di terapia intensiva di prima fascia è di circa 90 mila euro con un costo fisso giornaliero per il personale di circa 2mila euro. Come dire che 4.500 terapie intensive per un funzionamento di un mese avrebbero avuto lo stesso prezzo. A voli la riflessione su cosa si sarebbe dovuto/potuto scegliere. Gli inglesi lo chiamano black and white thinking: pensiero in bianco e nero. Il termine più tecnico, in italiano, è “pensiero dicotomico”. Un taglio netto alla realtà in luce e ombra, cancellandone la complessità, l’ambiguità, la mutevolezza, e ogni sfumatura. In una situazione di emergenza ragionando in termini di “tutto o niente” si è comandanti veri quando si sanno prendere le decisioni ed assumersene le responsabilità in un modo o nell’altro senza indugi o vie di mezzo.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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