IL RUMOROSO TONFO DI RUTTE

 IL RUMOROSO TONFO DI RUTTE

A cura di Luigi Olita

Le dimissioni del Premier dei Paesi Bassi, Mark Rutte, sono un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Chi si sarebbe mai aspettato che il governo dei Paesi Bassi, uno dei paesi così detti frugali, cioè quelli più inclini a porre dei tagli alla spesa ed al debito pubblico, fosse travolto da una vicenda incresciosa: lo scandalo dei sussidi alle famiglie. Il governo olandese ha negato il sussidio alle famiglie che ne avevano pienamente diritto secondo le leggi del Paese; infatti circa 20.000 famiglie dei Paesi Bassi sono state accusate di frode, ingiustamente, ed obbligate dunque ad un rimborso facente capo ad una cifra estremamente alta. Molte famiglie coinvolte in questa vicenda erano sicuramente allo stremo dal punto di vista finanziario, e proprio l’ufficio delle imposte nederlandese le aveva accusate di aver chiesto pagamenti per l’assistenza ai minori.

Per anni, le autorità fiscali Olandesi sono state estremamente oppressive nei confronti delle famiglie, cercando di fiutare sempre di più delle presunte irregolarità per quanto riguardava gli indennizzi per l’assistenza ai bambini. Proprio lo stesso Primo ministro Rutte ha affermato che è stata commessa un’ingiustizia, perpetrata nel corso di questi anni a danno delle famiglie Olandesi. Gli effetti della vicenda hanno portato a delle gravi conseguenze sia sociali che economiche; infatti la stessa Autorità fiscale è stata costretta ad ammettere che la metà delle famiglie coinvolte senza un motivo in questo scandalo era stata selezionata in seguito a controlli in base alla razza. Infatti, almeno 11.000 famiglie sottoposte a rigidi controlli ed allo stesso tempo umiliazioni avevano come caratteristica principale quella della doppia nazionalità. Almeno venti famiglie hanno intrapreso delle azioni legali contro tre ministri dell’esecutivo di Rutte, accusandoli di negligenza. I tre ministri fanno parte di tre partiti che compongono la coalizione di governo guidata dal Falco frugale.

Le dimissioni del primo ministro Rutte avvengono due mesi prima delle elezioni nazionali, infatti il 17 marzo i Paesi Bassi andranno al voto; e nonostante le dimissioni del Premier e lo scandalo che ha gettato un’ombra sul governo dimissionario, la popolarità e la forza politica del Falco olandese rimangono molto alte. Mark Rutte, un politico esperto, gentile ma allo stesso tempo monolitico nelle sue decisioni, è abbastanza conosciuto anche nel nostro Paese. Infatti lo scorso luglio prima che si concludesse la trattativa riguardante il Recovery Plan, si formò lo schieramento dei così detti Paesi frugali, comprendente la Svezia, l’Austria, la Danimarca e l’Olanda. Quest’ultima è stata sicuramente la più feroce verso la trattativa sul Recovery Plan, non avendo per nulla intenzione di dare appoggio alla scelta dell’UE di distribuire soldi a pioggia ai Paesi più deboli. I Paesi frugali portavano avanti l’accusa che molti degli Stati che avrebbero dovuto ricevere i soldi non si erano mai spesi per aggiustare i loro bilanci, cosa che avrebbero poi continuato a fare.

La situazione fu risolta dall’UE con la cessione della esorbitante cifra da 500 miliardi che cercò di calmare gli animi, soprattutto di Vienna ed Amsterdam, ma allo stesso tempo queste ultime sostennero fino alla fine che l’erogazione di soldi a determinati Paesi, compresa l’Italia, si sarebbe dovuta attenere a determinate garanzie e dettami. Se da un lato gli Stati nordici vengono etichettati come modelli perfetti per welfare e burocrazia rispetto alle democrazie mediterranee, o anche al blocco di Visegrad, tanto derise e bullizzate in sede di trattative europee, allo stesso tempo non potrebbero dare lezioni di moralità. Lo scandalo dei sussidi, oltre a presentare l’esecutivo Olandese sulla scena Europea dotato di scarso tatto, fa emergere come la questione della difesa del popolo e dei diritti venga contestata ad altri Paesi, ma non venga risolta all’interno dei propri confini nazionali.

Luigi Olita

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