INCERTEZZA E IMPREPARAZIONE

 INCERTEZZA E IMPREPARAZIONE

Non hanno nessuna idea di quello che c’è da fare. Dopo 8 mesi e con gli annunci
della seconda ondata effettivamente prevista a maggio dallo stesso CTS del
Governo. I posti in terapia intensiva se pur aumentati non sono un numero tale da
far stare sereni, i trasporti, vero vulnus difficile da risolvere, non sono mai stati
pensati o quantomeno ipotizzati in maniera diversa. Un nuovo lockdown ci
sarebbe fatale perché moriremmo come Paese e non di Covid. Ad essere
penalizzati sono sempre gli stessi eppure il contagio non si ferma. E continuano a
non darci risposte. Probabilmente, la domanda pare legittima, chi ci governa è
gente che non sa come si guadagna un reddito, come si fa impresa. Indecisi.
Pessimismo ed indecisione influenzano negativamente il mercato. Il premier
Conte è abituato (male) a non rispettare neanche l’orario delle sue fatidiche
conferenze stampa, una mancanza di rispetto arrivare ad un appuntamento
quando si vuole. L’esempio arriva dal premier francese che è arrivato 1 secondo
prima di quanto stabilito. E poi Macron in 3 minuti ha detto tutto. Conte in 1 ora
non dice nulla, poi si corregge e poi e poi. Così lo imitano alcuni Governatori.
In Italia c’è confusione, le Regioni dicono qualcosa, alcune, altre dicono altro e il
Governo intanto dice un sacco di altre cose senza spiegare la ratio o la vision
unica se mai ci fosse. Il problema reale, per quanto ci è dato sapere da fonti certe,
è la tracciabilità dei contatti. Ci hanno spaccato i timpani per la app immuni (ma
se la facessimo tutti non avrebbero il tempo di leggere i dati), sulle chiusure, sui
protocolli, e poi scopriamo che quando c’è una persona positiva passano 4, 5
giorni per fare l’indagine dei suoi contatti e almeno una settimana per disporre gli
eventuali tamponi. Il dato certo ci arriva dalla nostra città Potenza, da Roma, da
Napoli, da Ravenna e da Milano. Quindi? Scoperto l’arcano: altro che movide, sport
e ristoranti. Il problema vero della diffusione del Covid è nei trasporti e nei ritardi
nella tracciabilità dei probabili contagiati che, ovviamente inconsapevoli, per 4, 5
giorni continuano eventualmente a diffondere

Giovanni Salvia

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