LA CURA DELLA PSICHE AI TEMPI DEL COVID

 LA CURA DELLA PSICHE AI TEMPI DEL COVID

Nei mesi di lockdown la Regione, di concerto con i Comuni, aveva attivato un servizio di assistenza psicologica a distanza offrendo un sostegno concreto per coloro che hanno avuto difficoltà a reggere il peso delle restrizioni, difficoltà nel gestire le paure emozionali all’interno delle mura domestiche, per coloro che hanno visto acuirsi sintomi ansiogeni o di stress. Vi è stata attenzione ad una serie di criticità che hanno accompagnato la diffusione del covid. La voglia di far ritrovare un “nuovo equilibrio” per chi non è riuscito a “controllare”, soprattutto emotivamente, una situazione che ha colto impreparati, che ha stravolto, con regole restrittive, la quotidianità di tutti rappresentando una delle tante necessità che gli enti del territorio hanno voluto si concretizzasse. 

L’assenza di contatto umano, delle interazioni sociali, il cambiamento delle proprie abitudini, secondo noti psicologi, non hanno ripercussioni solo nell’immediato ma anche nel lungo periodo; ecco perché si sperava che i servizi offerti sarebbero continuati anche dopo l’emergenza sanitaria. I sintomi comuni, rilevati a seguito di episodi socialmente impattanti come quest’ultimo, sono i disturbi d’ansia, la depressione, la somatizzazione, gli stati dissociativi, tutte patologie che richiedono una costanza assistenziale per evitare che vengano “buttati alle ortiche” i risultati che con fatica, pazienti ed esperti, riescono a raggiungere. 

Costanza che, a questo punto, è mancata nel mantenere in vita presidi di ascolto e di consulenza fondamentali per non far sentire nuovamente soli chi, a piccoli passi, sta cercando di superare un trauma importante. Questo è stato ignorato anche nel decreto rilancio che ha posto l’attenzione solo sugli aspetti economici della crisi, intervenendo, unicamente solo su questo fronte,“negando, sembra, le conseguenze sulla salute mentale dei cittadini, non prevedendo alcuna forma di investimento per l’assistenza psicologica. L’erogazione dell’assistenza psicologica è stata purtroppo disattivata anche da noi. La Regione Basilicata, a tal proposito, non ha neanche ipotizzato la possibilità di attuare protocolli di intesa con l’ordine degli psicologi di Basilicata per proseguire nel lavoro che i tanti professionisti hanno posto in essere per sostenere le comunità del territorio. 

Ciò che si lamenta è la mancanza di risorse con le quali sostenere e attuare i piani di zona, strumenti che richiedono un implementazione di liquidità per rafforzare servizi e interventi sociali territoriali. Il welfare regionale, mai come ora, richiederebbe una programmazione più ampia che possa leggere i bisogni e le priorità del momento, anche attraverso una campagna di sensibilizzazione, che possa servire a preparare la popolazione ad un’eventuale ricaduta nei prossimi mesi. Continuare con il servizio di psicologia di base è improcrastinabile. Il potenziamento della rete sanitaria riguarda anche questo ambito promuovendouna seconda fase, in vista di uno scenario futuro che, secondo esperti, non promette miglioramenti. La tempestività questa volta deve guidare i nostri amministratori per non farsi trovare impreparati; la necessità di avere uno stimolo psicologico necessario alla resilienza, alla motivazione, risulta fondamentale per rimettersi in cammino. I colloqui individuali, così come i gruppi di incontro, rappresentano il luogo dove sperimentare sostegno sociale, confronto, autocontrollo. 

Altre regioni italiane si sono mosse proprio in questa direzione. Un esempio è ciò che è avvenuto nella vicina Puglia che ha raccolto l’appello degli psicologi pugliesi, con il quale si chiedeva l’adozione di misure preventive per affrontare e intervenire sulle conseguenze derivanti dall’epidemia. Così la Regione ha deciso di introdurre nel sistema sanitario pugliese la figura professionale dello psicologo di base da inserire nei vari distretti sociosanitari e nella rete ospedaliera, al fine di garantire un adeguato sostegno. “Siamo consapevoli – dice il presidente Emiliano – che la domanda di assistenza psicologica nel vissuto quotidiano è sempre più crescente anche in conseguenza dell’emergenza covid”.  Perché allora non prendere spunto da chi è più “virtuoso” di noi nel raccogliere ed adeguare il sistema all’evoluzione dei problemi?

di Francesca Colasurdo

Francesca Colasurdo

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