LA DECISIONE DI NON DECIDERE. BUIO PESTO

 LA DECISIONE DI NON DECIDERE. BUIO PESTO

Arriveranno i ristori entro metà novembre per tutti. Ci crediamo, altrimenti davvero scoppierà il caos. Ma che i ristori salvino l’economia di ristoranti, teatri, alberghi, addetti del mondo della cultura, bar, sale scommesse, centri benessere, piscine, palestre e mondo dello sport, etc, dubitiamo fortemente. Restiamo dell’idea che la scelta del Governo di “non scegliere” sia stata la peggior scelta. Infatti, al netto dell’opinione di ognuno su come affrontare la pandemia, la decisione opportuna sarebbe dovuta essere o bianca o nera. Una scelta forte con tutte le responsabilità che ne sarebbero conseguite. Ci sarebbe potuta essere o la decisione di lasciare tutto aperto, magari dopo aver progettato un sistema di trasporti diverso ed aver investito seriamente nella sanità in questi 6 mesi, con la raccomandazione di proteggere anziani e più deboli oppure un lockdown completo che avrebbe eventualmente garantito il risultato del blocco del contagio che tanto si agogna. Abbiamo invece speso tantissimo per i banchi con le rotelle e incoraggiato i monopattini vero cruccio dei pentastellati.

In Italia continuano ad andare di moda le vie di mezzo che non solo scontentano tutti ma che avranno il triplice triste risultato di indebolire gravemente alcuni settori dell’economia, di spendere 5 miliardi di euro e di non fermare affatto il contagio. Perché farci credere che con queste chiusure il contagio rallenterà davvero è grottesco. Diminuirà di pochissimo, un nulla rispetto all’effetto esponenziale sul contagio nei trasporti, nelle scuole, etc. Del resto il Governo dice no allo sport, alla cultura ed alla ristorazione ma permette ancora di andare in chiesa, al museo, dai boyscout o a fare corsi di altro tipo. Inoltre nelle pieghe del famigerato Dpcm del 24 ottobre, tra i divieti per gli sport da contatto, compare l’eccezione dello svolgimento dei campionati di interesse nazionale e dei conseguenti allenamenti. Ma la dirimente che stabilisce quali siano i campionati di interesse nazionale viene lasciata alle Federazioni ed agli Enti di promozione sportiva e non ad un ente super partes, sin qui potrebbe anche essere accettabile se il tutto fosse evidente nei regolamenti delle stesse federazioni ed enti al 2019. Invece si lascia decidere ad hora ed ecco che alcuni enti di promozione (senza nulla volere a chi si impegna a fare sport) ne approfittano in maniera molto discutibile dal punto di vista etico e provano ad insinuarsi per fare proseliti, perfino approfittando di questa drammatica e sbagliata chiusura, inventandosi campionati giovanili di interesse nazionale aperti ad ogni associazione sportiva che si iscrive (fatta salva la richiesta di alcuni requisiti del tutto scontati). Cioè o gli sport da contatto sono proibiti tutti e sempre o non lo sono per nessuno, l’eccezione potrebbe essere solo quella dei professionisti o dei giovani nel giro delle Nazionali. Ma si sa in Italia fatta la norma (male) si trova l’inganno.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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