La generosità made in Italy. La piattaforma dei record

 La generosità made in Italy. La piattaforma dei record

Il più importante e generosissimo aiuto alla sanità stremata dall’emergenza coronavirus arriva da Silvio Berlusconi che ha donato alla Regione Lombardia 10 milioni di euro, «per la realizzazione del reparto di 400 posti di terapia intensiva alla fiera di Milano (o, eventualmente, per altre emergenze)». Un esempio di quanto il nostro Paese sia capace di essere generoso. Saremo anche una popolazione poco civica, alle volte poco coraggiosa e voltagabbana ma quanto ad altruismo non abbiamo eguali. 10 milioni sono arrivati anche da Lavazza, 2 da Barilla, 1 dal gruppo Caltagirone, solo 100 mila euro dal gruppo Pirelli di Tronchetti Provera. Tra le altre imprese scese in campo, il gruppo Selex, Caleffi, Technogym, Campari, Consorzio Grana Padano, tutte con assegni da 1 milione di euro. Hanno donato anche il gruppo Falck, Snam, Fondazione Vodafone. Andrea Recordati, il CEO dell’omonimo gruppo farmaceutico e la moglie Anya, a titolo personale, hanno sostenuto con 700mila euro vari ospedali a Milano e Pavia. E ancora: Fastweb con 100 mila euro (e una raccolta fondi tra dipendenti), Azimut con 220 mila euro, Autostrada del Brennero con 900 mila euro. La famiglia Benetton ha donato 3 milioni di euro. Il mondo del calcio ha risposto presente con il presidente cinese dell’Inter che ha donato 250 mila euro ed Agnelli che gli risponde nel derby d’Italia, vincendolo, con 10 milioni. Poi ci sono le iniziative di raccolta fondi, ancora quella della Juventus per il Piemonte, della Roma per lo Spallanzani ma anche quella di Fedez e Chiara Ferragni: la loro iniziativa a favore del San Raffaele di Milano ha superato l’obiettivo dei 4 milioni di euro (quasi 200 mila donazioni complessive). Nei giorni seguenti si sono poi aggiunti numerosi altri, in tutta la Penisola. Francesco Facchinetti, per esempio, che con la moglie Wilma sostiene la campagna «Non lasciamo indietro nessuno»: primo destinatario degli aiuti, l’ospedale Niguarda d Milano. «Riprendiamo fiato» è invece una raccolta fondi per aiutare l’Unità di crisi della Regione Piemonte lanciata, via Instagram, dall’attrice torinese Luciana Littizzetto. Si può contribuire anche con piccoli importi, a partire da 5 euro. «Comincio io con ventimila euro», ha detto l’attrice. La campagna che si chiama «Riprendiamo fiato» ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissata, 500mila euro. Nel mondo della moda, il primo assegno è stato staccato da Giorgio Armani: un milione e 250mila euro. Poi sono arrivati due milioni da parte di François-Henri Pinault, patron del gruppo Kering, colosso del lusso cui fanno capo numerosi marchi italiani. La famiglia Benetton, attraverso la holding Edizione ha donato tre milioni agli ospedali Ca’ Foncello di Treviso, Sacco di Milano, Spallanzani e Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Donatella Versace, direttore creativo della griffe della Medusa, e la figlia Allegra Versace Beck, hanno donato 200mila euro all’ospedale San Raffaele di Milano. Altri finanziamenti sono arrivati da Dolce&Gabbana (a sostegno di un progetto di ricerca sviluppato da Humanitas University in collaborazione con i virologi dell’Ospedale San Raffaele di Milano); e da Etro (al laboratorio di virologia del Sacco di Milano). Il gruppo Prada ha donato due postazioni complete di terapia intensiva a tre ospedali milanesi. Mentre Sergio Rossi, accompagna una donazione di 100mila euro con l’invito a fare shopping online dal 14 al 20 marzo: il 100% delle transazioni effettuate su SergioRossi.com verrà devoluto alla lotta contro il Covid-19. La vittoria della generosità, come giusto che sia chi può ha risposto presente.

Di Gioia Pellegrino

Gioia Pellegrino

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