LA GUERRA SILENTE TRA IRAN E ISRAELE

 LA GUERRA SILENTE TRA IRAN E ISRAELE

A cura di Luigi Olita 

Gli ultimi avvenimenti in Medioriente tra la Repubblica Islamica dell’Iran ed Israele non promettono nulla di positivo. Gli attacchi alle navi da trasporto sia iraniane che israeliane e soprattutto l’ultimo attacco messo a segno, si presume da Israele, all’impianto nucleare iraniano di Natanz hanno aperto un nuovo scenario tra le due nazioni. Non è la prima volta che Israele, con la sua intelligence deputata per le azioni all’estero, il Mossad, mette a segno operazioni del genere contro l’Iran. L’ultima volta, infatti, alla fine di novembre, venne assassinato in territorio nazionale iraniano il padre del nucleare iraniano, lo scienziato e membro del corpo delle guardie della rivoluzione, Mohsen Fakhrizadeh. Anche in quell’occasione il regime di Teheran accusò Israele e la sua micidiale intelligence per l’estero, e sempre in quel frangente non ci fu nessuna conferma da parte del governo di Tel Aviv ma nemmeno nessuna smentita. 

Questo modus operandi da parte di Tel Aviv, come spiegato da Inside Over, ha lo scopo di gettare un velo misterioso sulle varie attività che vengono svolte all’estero e per lanciare un messaggio ben preciso: che Tel Aviv riesce a colpire ovunque. Il sito nucleare di Natanz è uno dei siti più importanti dell’Iran, ritenuto il cuore pulsante della produzione nucleare. Quest’ultima, osteggiata fortemente da Tel Aviv, è stata negli ultimi giorni arricchita del 60%. Infatti, l’arricchimento dell’uranio del 60% è stata una delle ripercussioni per l’attacco subito dall’intelligence israliana e con l’obiettivo di dimostrare proprio a quest’ultima che, per quanto i suoi attacchi possano essere chirurgici, non riusciranno a buttare giù l’orgoglio e la forza del popolo iraniano.

Le ultime dichiarazioni del Primo Ministro Israeliano, Benjamin Netanyahu, sono state monolitiche riguardo il nucleare Iraniano e sulle sue possibilità di riuscita. Ciò a confermare ancora di più quanto dietro l’attacco al sito di Natanz ci possa essere la mano del Mossad. A far scaldare i motori al governo di Tel Aviv sono anche le numerose discussioni riguardanti la possibile ripresa del trattato sul nucleare stretto da Barack Obama nel luglio del 2015 e stracciati successivamente da Donald Trump. La ripresa degli accordi sul nucleare sarebbe un duro colpo per Nethanyau, il quale vorrebbe scongiurare che le numerose sanzioni imposte contro Teheran, e di cui l’economia iraniana ne sta pagando le spese, vengano soppresse. Ciò potrebbe accadere con la ripresa dei colloqui tra l’amministrazione Biden e Teheran, anche se i falchi all’interno del nuovo governo americano non mancano. Ovviamente Israele, storico alleato americano nella regione, avrebbe tutte le carte in regola dal punto di vista logistico e militare per agire contro le basi nucleari iraniane. Ciò sarebbe un’arma a doppio taglio, poiché questa continua guerra segreta fatta di sabotaggi tra le due nazioni potrebbe continuare non molto a lungo, finendo per ingaggiare uno scontro aperto tra i due attori della regione, e di cui la Siria ne sarà il campo di battaglia

Luigi Olita

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