LA NUOVA GUERRA FREDDA

 LA NUOVA GUERRA FREDDA

A cura di Luigi Olita

“Lei pensa che Vladimir Putin sia un assassino?”“Si, lo penso”. Così ha esordito ieri il Presidente americano Joe Biden all’intervista che ha suscitato non pochi malumori nelle stanze del Cremlino. È vero che la Russia è sempre stata al centro dell’agenda delle amministrazioni americane, specialmente quelle democratiche, vedendo le forti tensioni tra Washington e Mosca durante la presidenza di Barack Obama, ma le ultime dichiarazioni di Joe Biden sono state una vera e propria bomba. Ciò avviene in un contesto di guerra geopolitica dei vaccini e diplomazia sanitaria, che vede contrapposti il blocco occidentale ed i principali vacciniPfizer ed Astrazeneca con la Sinovac cinese e lo Sputnik V russo, ormai a ruba anche tra alcuni paesi europei. Non solo la guerra vaccinale, ma ad irritare fortemente la Casa Bianca è sicuramente la mal riuscita impresa di fare passare Alexey Navalny come il novellomartire ai piedi del Cremlino, dopo le ultime diatribe che durano almeno da agosto dello scorso anno.

Le pesanti accuse di Biden nei confronti di Putinsaranno l’ennesima provocazione oppure una gaffe in diretta? Conoscendo i trascorsi dell’attuale Capo del mondo libero” quando era appunto il numero due della Casa Bianca, si potrebbe certamente escludere l’opzione gaffe. Infatti la durezza utilizzata da Biden verso la Russia di Putin è vecchia, ed ebbe già il suo culminedurante l’era di Barack Obama, quando il dossier Ucraina venne quasi interamente gestito diplomaticamente dall’attuale inquilino della Casa Bianca. Curioso constatare che a distanza di quasi due mesi dal suo insediamento nello studio ovale, Bidenesprima tali accuse; infatti, Putin, viene accusato di essere un assassino sulla base della lotta al terrorismo in Siria? Oppure di essere il mandante di omicidi, o presunti tali, perpetrati verso gli oppositori del Cremlino? Questo non è dato ancora saperlo, ma la cosa interessante è che ad accusare Putin è un Capo di Stato che qualche settimana fa, lui si, ha compiuto degli omicidi, ordinando il bombardamento di postazioni militari, in Iraq, lasciando a terra una ventina di miliziani.

Altra affermazione ad avere destato scalpore è l’accusasempre verso Putin, secondo un dossier dell’intelligence nazionale USA, di avere interferito nelle elezioni di novembre 2020. Queste ultime, vinte poi da Biden, vedono coinvolto il Cremlino, e non sarebbe nemmeno la prima volta, poiché proprio nel 2016, anno della vittoria di Donald Trump, venne sollevato il così detto Russia gate che vedeva coinvolto il Cremlino a favore del Tycoon di New York. Affermazioni che spiazzanoma allo stesso tempo contribuiscono a fare salire la tensione tra le due grandi potenze, impegnate in un braccio di ferro diplomatico-sanitario che vede lo Sputnik V esportato a gonfie vele anche alle porte dell’Europa, e di cui Viktor Orban ne è tra i primi beneficiari. Vedremo nelle prossime ore come si evolverà la situazione di tensione, ormai fin troppo alta, tra Washington e Mosca, sperando sempre che l’esportazione della democrazia con missili arcobalenonon provochi una escalation nella zona del Medio Oriente destinata a continuare ad essere il vero campo di battaglia tra le due potenze: la Siria.

Luigi Olita

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