LA SITUAZIONE ALGERINA DEL POST BOUTEFLIKA (parte 2)

 LA SITUAZIONE ALGERINA DEL POST BOUTEFLIKA (parte 2)

A cura di Luigi Olita.

La scottante situazione Algerina, causa di un vero e proprio vuoto politico da aprile a dicembre 2019, ha fatto emergere le mire energetiche, estere e militari dei paesi mediterranei e dei giganti Americano e Russo. In un momento tanto teso come quello passato, sarebbe stata minacciata non soltanto la sovranità del paese africano, ma in special modo la politica estera ed energetica di uno dei suoi primi partner all’interno dello scacchiere Mediterraneo: l’Italia.

ENI E SONATRACH, DUE GIGANTI ENERGETICI DEL MEDITERRANEO.

Nel 2014 il prezzo del petrolio è iniziato a scendere, riducendo la possibilità da parte del governo algerino di finanziare grandi politiche economiche e sociali per ridurre il malcontento. Le proteste del mese di maggio 2019 non si sono però rivolte soltanto contro Bouteflika: hanno preso di mira il cosiddetto “pouvoir” (il potere), termine che molti algerini utilizzano per descrivere coloro che governano il paese, tra cui i membri del Fronte di liberazione nazionale, alcuni potenti generali, come l’ex capo dell’esercito gen. Ahmed Gaid Salah, importanti uomini d’affari ed anche il fratello minore del presidente, Said di 61 anni.

Protagonista e detentrice del controllo dell’oro nero del gigante africano è la Sonatrach. Quest’ultima rappresenta il colosso petrolifero algerino, “un’azienda di grande importanza sia a livello locale che mondiale ed inoltre la più grande società per azioni africana. La Sonatrach nasce il 31 dicembre 1963 e dopo aver consolidato e sviluppato la raffinazione del petrolio in Algeria, a partire dagli anni 2000 ha avviato il commercio con l’estero, iniziando collaborazioni con l’italiana ENI, la francese Total e la Britannica BRITISH PETROLEUM. Nel 2016 la Sonatrach ed Eni hanno firmato un accordo per l’esplorazione offshore di nuovi giacimenti di gas e petrolio. La società risulta impegnata non solo in Algeria, ma anche in numerosi paesi africani, ad esempio il Niger, dove gli algerini hanno scoperto un importante giacimento di petrolio che potrebbe portare ad una diversificazione dell’economia Algerina. A maggio 2018 è stato stipulato l’accordo di acquisizione da parte della Sonatrach della raffineria di Augusta in Sicilia, ufficializzato poi nel mese di dicembre con la firma degli ultimi contratti. Il colosso petrolifero si occuperà della gestione dell’impianto di raffinazione, con i depositi di carburante non solo di Augusta, ma anche di Palermo e Napoli.

La politica estera dell’Algeria è estremamente attiva e versatile, infatti le relazioni con la Repubblica Italiana sono molto consolidate, anche grazie alla politica energetica tra i due paesi. L’Italia fu uno dei primi paesi a fornire aiuti economici e soprattutto una forte solidarietà all’Algeria dopo la guerra con la Francia, un forte legame rafforzatosi negli anni. È importante ricordare l’importanza dell’Algeria per quanto riguarda l’export verso l’Italia, secondo esportatore di gas del nostro paese e secondo solo alla Federazione Russa. Il gas che viene fornito dall’Algeria all’Italia passa per l’importante gasdotto Enrico Mattei, inaugurato nel 1983, che attraverso la Tunisia trasferisce il gas dal gigante africano in Italia, consentendo alla popolazione Italiana di consumare il 30% del gas che arriva dal Mediterraneo.

L’Italia figura come il primo partner commerciale dell’Algeria, con un interscambio pari a 9 miliardi di dollari. Sono presenti circa 180 aziende italiane in Algeria a fortificare una solida relazione tra i due paesi. I settori più importanti sono le energie rinnovabili, dell’industria agricola, tecnologia, costruzioni su larga scala e del petrolio e gas. È prevista anche l’istituzione di una nuova associazione di imprenditori italo algerini volta a facilitare gli scambi commerciali e destinata a promuovere la creazione di una vera e propria camera di commercio tra i due paesi. Al momento ne esiste una mista, creata nel 1972 che incoraggia le relazioni economiche tra l’Italia ed i 22 stati della Lega Araba, tra cui l’Algeria. L’attuale ambasciatore italiano ad Algeri, Pasquale Ferrara, ha dichiarato che “l’associazione di imprenditori italo algerini servirà proprio a creare maggiore fiducia tra le parti”, aggiungendo che “la sovranità economica resterà importante in settori strategici come la difesa, le telecomunicazioni e l’energia, ma in altri settori le condizioni dovrebbero essere più agevoli per gli investitori stranieri”.

DALLA COOPERAZIONE ENERGETICA ALLA DIFESA E SICUREZZA.

Il 25 febbraio 2019 l’ex ministro della difesa Elisabetta Trenta è atterrata ad Algeri per incontrare le autorità locali e visitare il monumento dei martiri dell’indipendenza. Il ministro ha ribadito il forte legame che lega i due paesi e l’impegno del governo Algerino per la cooperazione tra i paesi del Mediterraneo. La visita dell’ex capo del dicastero della difesa è stata estremamente importante in un momento in cui l’Algeria metteva in atto una strategia politica di difesa dei suoi confini contro il terrorismo islamico e regolamentava la crescente immigrazione nel panorama mediterraneo. A distanza di un anno e mezzo, il 15 settembre 2020, l’attuale ministro dell’interno Lamorgese si è recata in Algeria dopo aver visitato la Tunisia e la Libia con l’obiettivo di portare a Roma un accordo soddisfacente per frenare i continui flussi di migranti nel Mediterraneo. Secondo fonti del ministero dell’interno, il capo del Viminale ed il governo algerino avrebbero concordato di riattivare una forte cooperazione negli affari interni e della sicurezza, compreso il contrasto al terrorismo, la criminalità organizzata e ai traffici illeciti, ed una cooperazione tra le forze di polizia e i vigili del fuoco dei due Paesi.

Redazione

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