LA VITTORIA DI PIRRO

 LA VITTORIA DI PIRRO

E vittoria fu. E ora vedremo cosa succederà. Ha vinto il Sì al referendum sul taglio dei parlamentari con quasi il 70per cento. Il ha ottenuto 17.168.498 voti pari al 69,64%, mentre il No ha totalizzato 7.484.940, pari al 30,36%. I votanti sono stati 24.993.020, pari al 53,84% dei 46.418.749 degli aventi diritto. Le schede nulle 128.397, le bianche 210.862. Le schede contestate, 323. Il taglio di un terzo dei parlamentari sarà costituzionale ed avremo soltanto 600 eletti e non 945. Benissimo è un cambiamento preciso, non, si badi bene, un risparmio sostanziale. Lo rammento a me stesso: per il bilancio dello Stato italiano tale risparmio è comparabile al costo di un caffè all’anno per un normale operaio. Ma i più diranno che è comunque un segnale. Ecco appunto un segnale non una riforma costituzionale vera.

Se davvero vorranno cambiare il Paese questa classe politica dovrà fare di più molto di più: superare il bicameralismo perfetto e quindi dare al Senato compiti diversi e partorire una legge elettorale degna di una vera scelta democratica. Non ci si fermi al proporzionale con vari sbarramenti, se al centro deve esserci il popolo si abbia il coraggio di ritornare alla preferenza. Quantomeno con la preferenza anche in Basilicata, per esempio, i pochissimi parlamentari che ci rimarranno (7 ndr) dovranno rispondere alle esigenze del territorio, incontrarlo, rappresentarlo, frequentarlo, se vorranno poi davvero essere rieletti. Oggi, al contrario, le liste le decidono i partiti ed allora il parlamentare di turno, giustamente, preferisce chiudere i suoi accordi a Roma piuttosto che sfiancarsi in migliaia di chilometri ed incontri sul territorio.

Io ci credo poco a queste nuove riforme e se non dovessero arrivare sarebbe l’ennesimo scherzo dei qualunquisti a cinque stelle: meno rappresentatività, risparmio iniquo e nessun vantaggio ne democratico e ne nel funzionamento della macchina burocratica. Del resto l’italiano è un popolo strano. Due riforme davvero costituzionali e complete, quella di Berlusconi e quella di Renzi, furono bocciate ora invece è stata promossa un accenno di riforma costituzionale per niente completa che però tocca la pancia sensibile della gente: l’antipolitica. Un sentimento terribile e foriero sempre di tragiche sventure, un sentimento malsano coltivato dai grillini vera sciagura dei tempi nostri.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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