LE ULTIME CARTUCCE DELLA CANCELLIERA

 LE ULTIME CARTUCCE DELLA CANCELLIERA

A cura di Luigi Olita 

La diatriba, l’ennesima, tra Russia e Stati Uniti d’America della giornata del 17 marzo, ha sicuramente lasciato del gelo non solo tra le due potenze, ma anche in casa europea. Affermazioni che hanno riunito gli alleati di Washington contro l’orso russo, ad iniziare dall’Ucraina, sotto l’ala protettiva dell’aquila calva dal 2014. Nonostante la forte indignazione da parte del mondo russo per le affermazioni di Joe Biden, dalle stanze del Cremlino, il diretto interessato non ha ordinato nessun attacco nucleare! Infatti, “l’assassino” Vladimir Putin, ha gentilmente augurato buona salute al suo omologo americano, dimostrando in questo caso un atto di gentilezza e diplomazia non molto care all’attuale inquilino dello studio ovale. In questo panorama, ad essere coinvolta direttamente è sicuramente anche l’Europa, la quale, capeggiata dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel, si trova accerchiata dalle pretese americane per il suo rapporto con la Russia. 

La Russia è stata colpita dalle sanzioni europee, ed in special modo tedesche a causa dell’affaire Navalny, eccezion fatta per gli affari economici e finanziari. L’occhio di riguardo da parte di Berlino per questi due settori, riguarda essenzialmente la costruzione della gasdotto Nord stream 2. Il gasdotto collega la Russia alla Germania, partendo da Vyborg nella Carelia e finendo a Greifswald, nel Macleburgo-Pomerania, permettendo al colosso energetico Gazprom di rifornire il territorio tedesco eludendo la sorveglianza delle guardie baltiche, principali alleate di Bruxelles e di Washington. Sin dall’amministrazione di Barack Obama, il gasdotto russo tedesco non era stato visto di buon occhio, mettendo in rotta di collisione Berlino con Washington, il quale non avrebbe certamente digerito una entrata di Mosca in Europa attraverso l’arma della diplomazia energetica. Non poche furono le operazioni di cyber intelligence lanciate dalle agenzie di spionaggio statunitensi in Europa con l’obiettivo di mettere nero su bianco le attività dei leader europei con la Russia di Putin, prima fra tutte la Cancelliera di Germania.

Il successore Donald Trump ha proseguito con l’operato del suo predecessore, anche attraverso azioni congressuali, con la minaccia di sanzioni alle aziende coinvolte nel progetto. Il documento presentava le firme dei senatori Cotton, Johnson e Ted Cruz e chiedeva di porre sanzioni contro la Faehrhafen Sassnitz, impresa portuale tedesca situata sull’isola di Ruegen nel Mar Baltico. Stessa cosa dicasi per il nuovo inquilino democratico che sta tentando fortemente di impedire la riuscita del gasdotto, soprattutto dopo l’ultima intervista su Putin. Proprio qualche giorno fa, il capo della diplomazia americana, Anthony Blinken, fedelissimo di Joe Biden ed uomo dal pugno di ferro in politica estera, almeno secondo le sue ultime dichiarazioni, ha affermato che la Casa Bianca intende proseguire con la legislazione degli ultimi due anni, che consentirebbe di introdurre delle sanzioni contro il Nord stream 2 e gli attori coinvolti nei lavori. Come affermato da fonti tedesche, la cancelliera tedesca Merkel avrebbe promesso agli USA un appoggio in Ucraina per provare ovviamente la fedeltà verso l’alleato Atlantico, ma le mosse quasi imprevedibili di Biden potrebbero riservare delle novità per fare fronte alla diplomazia energetica Russo Tedesca. Se la Regina d’Europa ha ormai i mesi contati per ultimare i suoi progetti con Putin, deve comunque fare i conti con una parte della politica tedesca, specialmente la sua CDU, contraria alla continuazione del gasdotto, opposizione che vedeva nei mesi passati sia il ministro della difesa Kramp-Karrenbauer che alcuni esponenti del Budestag con lo scopo di non indispettire la Casa Bianca ed evitare di tradire, in questo modo, la linea Atlantista, e per scongiurare un arricchimento della Russia in campo energetico. A ciò si aggiunge una non tanta celata pretesa da parte della Polonia di spingere Berlino ad abbandonare la via del Nord stream 2 per inserirsi nel gasdotto Baltico, in modo tale da accerchiare la Russia anche grazie al sostegno dei Baltici. Gli ultimi atti della Cancelliera prima del voto di settembre saranno dettati da una linea filo russa, sia per gli interessi energetici sia per la possibilità dell’adozione del vaccino Sputnik V dopo la temporanea sospensione dell’Astrazeneca; ma anche filo atlantica, per non indispettire la NATO e i suoi uomini politici più fidati, tra cui spicca proprio Laschet, nuovo leader della CDU ed oppositore del progetto energetico.

Luigi Olita

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