L’ITALIA: IL RING DELLE SPIE

 L’ITALIA: IL RING DELLE SPIE

A cura di Luigi Olita 

Una settimana all’insegna dello spionaggio che si appresta a non finire certamente nel migliore dei modi. È da mercoledì 31 marzo che rimbalza una sola notizia sulla stampa italiana, cioè la vendita di materiale militare da parte di un Capitano di Fregata italiano ad un ufficiale russo. Il Capitano di Fregata Walter Biot è stato colto sul fatto dai carabinieri del Ros. In cambio il capitano ha ricevuto una somma di 5000 euro all’interno di un parcheggio della Capitale. Le indagini della Procura della Repubblica di Roma sono state condotte dall’AISI, l’Agenzia di informazione per la sicurezza interna con il supporto dello Stato Maggiore della Difesa. La questione, affrontata con cautela, ha destato ovviamente anche la reazione del ministro degli affari esteri Italiano Luigi Di Maio, il quale ha firmato l’espulsione di due funzionari russi coinvolti nell’operazione di spionaggio ai danni del nostro Paese. Non si ha ancora certezza se tra i documenti ceduti all’ufficiale russo di stanza all’Ambasciata russa ci sia anche materiale NATO. Se ciò dovesse essere confermato nelle prossime settimane, sarà sicuramente un colpo basso all’Alleanza Atlantica, attaccata proprio in uno dei Paesi chiave all’Interno dello scacchiere europeo.

Ad esprimersi a riguardo, oltre al Presidente Draghi ed al ministro Di Maio, c’è stato anche l’ambasciatore russo a Roma, convocato alla Farnesina, il quale ha confermato il fermo del funzionario ed ha altresì ribadito che le relazioni tra i due Paesi non dovranno essere scalfite da questo episodio. I dubbi su quanto accaduto rimangono molti, infatti bisognerà chiarire se l’ufficiale russo ha agito da solo (difficile) o su mandato del governo di Mosca, interessata ovviamente al materiale militare della NATO. Ad esprimersi è stato anche l’ex Direttore del Sisde, oggi AISI, Mario Mori, il quale ha espresso poco clamore rispetto a quello sollevato in questi giorni. Infatti l’ex Direttore ha affermato che eventi del genere sono comuni al giorno d’oggi e potrebbe trattarsi di una delle tante “lingue lunghe”, così da lui definite, che ha poi fatto uscire il caso allo scoperto. Anche se questa opzione sarebbe difficile da pensare proprio per il ruolo dell’intelligence e per come lavorano i suoi membri, secondo il Generale, la “fuga di notizie” avvenuta, “potrebbe essere stata data a livello governativo”, dunque da ordini partiti dai vertici della politica. È interessante constatare che quando si parla di intelligence, molte volte non è tutto come sembra; infatti sia la cifra molto esigua ricevuta dopo la consegna del materiale militare, sia il luogo di consegna di quest’ultimo (un parcheggio) fanno pensare ad una cosa non molto ben studiata, oppure sottovalutata dall’ufficiale russo del GRU, il servizio segreto militare russo. Parliamo di uno dei servizi segreti migliori al mondo, coordinato dall’SWR, il servizio segreto estero di Mosca. L’ufficiale, analizzando la situazione, avrebbe sottovalutato sia il contro spionaggio italiano, tra i migliori in Europa, sia il luogo per ricevere i documenti. Sin dalla Guerra Fredda, numerose furono le spie identificate al soldo di Mosca, sia per fedeltà politica all’ideologia comunista sia per solo scopo finanziario, a fornire informazioni a danno della NATO. L’archivio Mitrokin, con tanto di annessa commissione istituita nel 2002 chiarì i misteri che legavano l’URSS con il nostro Paese e soprattutto le operazioni occulte tra di essi. Proprio le dinamiche strane che stanno caratterizzando questo avvenimento e soprattutto tenendo presente le parole dell’ex Generale Mori, possiamo constatare quanto le fughe di documenti siano una cosa comune al giorno d’oggi in Europa. Ovviamente se dovessimo pensare all’operato di una fuga di notizie, sarebbe opportuno parlare di un’operazione per lanciare un segnale forte e di fedeltà agli USA, indispettiti dalle azioni russe e non solo, alla Russia stessa, per intimarla a terminare operazioni simili sul suolo nazionale. La questione del vaccino Sputnik V, approvato dalle autorità della Repubblica di San Marino ma non da Roma, è una bella palla al piede per la nuova amministrazione Biden, ormai intenta a mantenere Mosca nel mirino. Tutto ciò all’insegna dell’incontro tra il ministro Di Maio ed il segretario di stato Blinken per discutere dei rapporti tra i due paesi, “Uniti come non mai”.

Luigi Olita

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