L’ORRORE DELLE FOIBE

 L’ORRORE DELLE FOIBE

Dal 2004 l’Italia celebra ogni 10 febbraio il Giorno del Ricordo, per rinnovare e conservare la memoria collettiva della tragedia dei massacri delle Foibe e dell’Esodo Giuliano-Dalmata. Un orrore quello delle Foibe per decenni volutamente nascosto e dimenticato. Addirittura, cancellato dai libri di storia in uso nelle scuole italiane. Un oblio colpevole addebitabile a convergenti interessi di Governo e geopolitici. Una piccola grande vergogna nazionale di cui si iniziò a parlare esplicitamente solo sul finire degli anni 90, dopo la caduta della Prima Repubblica e la dissoluzione della Jugoslavia. Sugli eccidi delle Foibe e sull’Esodo costretto degli Istriani e dei Dalmati bisogna avere il coraggio di testimoniare in modo veritiero.

La verità storica va ripristinata per onorare i torti ed i soprusi subiti da migliaia di profughi italiani provenienti dalle terre del confine est. Negli anni sono venute meno le motivazioni che hanno spinto una politica ignava a sacrificare sugli altari della stabilità i propri connazionali massacrati o costretti con la forza a lasciare le proprie case e la propria terra. Finalmente, non c’è più la Jugoslavia di Tito vista dal 1948 in funzione antisovietica; non c’è più la Cortina di Ferro; non c’è più la divisione ideologica politica interna al nostro Paese. Non è necessario tener solo viva la memoria, ma bisogna spiegare storicamente, attraverso lo studio delle fonti, quello che successe in quei tristi mesi in Venezia Giulia, in Istria ed in Dalmazia. I morti italiani nelle Foibe furono tra i 5.000 ed i 15.000 e 350.000 furono gli esodati.

Quello delle Foibe fu un eccidio efferato: innocenti legati l’un l’altro con del filo di ferro ai polsi e posti ai margini di queste depressioni naturali carsiche con i primi della catena mitragliati e che cadendo, esanimi o feriti gravemente, trascinavano con loro nelle foibe anche gli altri vivi e costretti a morire in seguito di stenti accanto ai cadaveri dei loro compagni, tra immani sofferenze. Nelle Foibe si moriva per l’unica colpa di essere italiani. Italiani “dalla parte sbagliata della Storia” furono anche quei 350.000 nostri connazionali residenti in Istria, a Fiume ed in Dalmazia. Questi, dopo i Trattati di Parigi del 1947, ebbero tutti i beni confiscati dalla Jugoslavia e furono costretti a fuggire dalle loro case verso l’Italia. Un esempio vero e proprio di pulizia etnica, che all’odio Titino aggiunse dolorosamente il pavido disprezzo di molti italiani, che vedevano in questi poveri profughi solo colpevoli fascisti.

Per rendersi conto di quello che significò l’Esodo, basta visitare il Magazzino 18 del Porto di Trieste dove attraverso l’oggettistica degli esuli si può comprendere il dramma di tanti nostri connazionali che in un assordante silenzio furono privati sì dei beni, ma soprattutto delle proprie radici. Il 10 febbraio Giorno del Ricordo dovrebbe essere dedicato non solo alle Cerimonie, ma soprattutto all’informazione. A quell’informazione negata nei decenni ad intere generazioni in nome di una Realpolitik, che è costata sangue e lacrime a troppi italiani lasciati soli sul confine orientale.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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