M5S: UN MOVIMENTO IMMOBILE

 M5S: UN MOVIMENTO IMMOBILE

Il Movimento 5 Stelle era nato dall’esigenza di depurare la politica italiana dei primi anni 2000 da tutte le scorie accumulate nel periodo post tangentopoli e della Seconda Repubblica. Nato, secondo gli auspici dei fondatori, per dare finalmente vita ad una nuova politicaed ad una nuova Repubblica. I 5 Stelle dalle origini si sono presentati come novelli Savonarola, nuovi duri e puri, unici custodi dell’onestà e della verità. Formatosi nel 2009 dalle ceneri del Movimento amici di Beppe Grillo e dalle Liste Civiche 5 Stelle, il M5S si definisce da subito come un’organizzazione post ideologica, che non trae linfa da tesi fondamentali e portanti, ma che liquidamente vuole dare risposta ai problemi nazionali creando un nuovo Rinascimento partecipativo e rappresentativo dal basso. 

Per onestà bisogna riconoscere che il popolo sovrano nelle varie elezioni ha sempre ben risposto alle intemerate grilline. Addirittura il Movimento alle Elezioni Politiche del 2018 è risultato nei due rami del Parlamento il partito di maggioranza relativa. Infatti, da 2 anni i rappresentanti dei 5 Stelle, aspiranti rivoluzionari e pronti ad aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno per svelare gli abusi della mala politica, sono comodamente seduti ai banchi del Governo, prima alleati della Lega e ora alleati del tanto vituperato e vilipeso PD. Delle promesse elettorali e programmatiche del M5S cosa rimane dopo questi due anni? Ad essere più realisti del Re, in questa legislatura il Movimento ha sconfessato molte delle battaglie e delle promesse fatte in campagna elettorale. Diciamo che i Grillini una volta al Governo si sono ben adattati alle modalità ed ai giochi dei Palazzi romani. Qualcuno di loro ha addirittura subito introitato le vecchie abitudini della più bieca Prima Repubblica restando incollato alla poltrona ad ogni costo e ad ogni condizione. 

Tentiamo giornalisticamente di fare chiarezza e analizzare i tanti punti su cui “politicamente” i 5 Stellehanno perso la loro verginità, richiudendo quella scatoletta di tonno senza aver peraltro mai tentato di aprirla. Prima di andare al governo il Movimento 5 Stelle era grande fautore della democrazia diretta e della rappresentanza parlamentare, oggi il Governo guidato dall’avvocato del popolo Giuseppe Conte governa solo ed esclusivamente con DPCM o nel caso migliore Decreti Legge esautorando di fatto la rappresentanza parlamentare in barba alla Costituzione. In campagna elettorale l’ex capo politico Gigino Di Maio gridava a squarcia gola: “mai con il PD”. Partito Democratico definito dagli esponenti pentastellati con epiteti passibili di immediata querela per l’intero periodo elettorale, oggi M5S e PD governano insieme. Ancora, gli F35 sono passati da essere oggetti di morte a meravigliosa tecnologia aeronautica. Caso ILVA: prima i grillini chiedevano la chiusura per manifesta incompatibilità ambientale, mentre oggi lottano per tenerla aperta dopo aver guardato in silenzio la venditaagli indiani di ArcelorMittal. Per non parlare della lotta alla mafia che per i 5 Stelle era incarnata dalla figura del PM Nino Di Matteo, mentre nel periodo del Covidtemerariamente si mandavano a casa detenuti condannati al 41 Bis per associazione mafiosa. 

L’elenco delle promesse non mantenute e delle capriole politiche fatte per continuare a detenere il potere sarebbe ancora molto lungo. Resta da chiedersi dove può essere precipitata la credibilità di un Movimento che, nato da un progetto di rinnovamento totale della politica, sta, nei fatti, attuando il peggior processo di restaurazione degli ultimi decenni. Alle prossime elezioni l’ardua sentenza sul destino dei neofiti politici che dei vecchi politici hanno subito imparato i vizi e l’amore per la poltrona.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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