MAX WEBER, 100 ANNI DALLA SUA MORTE

 MAX WEBER, 100 ANNI DALLA SUA MORTE

Nel 1920 moriva il sociologo tedesco Max Weber, colpito dalla grande epidemia postbellica dell’influenza spagnola.

Cento anni dopo l’epidemia di Covid-19 segna una nuova fase sociale ed economica globale.

(a cura di G. Caputo)

Il tedesco Max Weber (1864-1920) è considerato uno dei fondatori della sociologia moderna, assieme a Karl Marx ed Emile Durkheim, quest’ultimo appartenente alla tradizione positivista, Weber, invece, alla tradizione ermeneutica delle scienze sociali. Nella sua opera più importante e controversa “L’etica protestante e lo spirito del capitalismo”, il sociologo tedesco esplora la specificità del capitalismo moderno e gli orientamenti di valore che caratterizzano la società occidentale nella storia moderna. Weber analizza in maniera razionale la correlazione tra mentalità religiosa ed agire economico, esaminando la genesi dello spirito del capitalismo, e cioè quella particolare mentalità che costituisce la condizione fondamentale del processo di razionalizzazione della vita economica, ed il ruolo svolto dall’etica protestante, cioè l’ascesi mondana del calvinismo e del puritanesimo dopo la Riforma del XVI-XVII sec.

Il problema centrale della ricerca weberiana è il tema della razionalità che è possibile soltanto quando gli uomini postulano una realtà naturale umana, priva di elementi magici e ritualistici e professano una fede religiosa che affermi l’assoluta trascendenza della divinità. Nel calvinismo la trascendenza della divinità si manifesta pienamente nella dottrina della predestinazione secondo cui gli “eletti alla grazia” sono tali dall’eternità per volontà divina imperscrutabile, indipendentemente da ogni vicenda umana; immediatezza del divino, invece, che nel cattolicesimo si acquisisce attraverso i sacramenti, la mediazione del rito e la grandezza e la bellezza della liturgia ed il valore della carità verso i meno fortunati (condannati fortemente dall’etica protestante). Il buon cattolico adempie coscienziosamente ai suoi doveri tradizionali e compie singole buone azioni secondo i dettami della fede, il calvinista invece organizza le sue opere in un sistema razionale di vita metodico e conseguente, dove il successo economico diventa il segno della benedizione divina.

In questo modo Weber si sforza di spiegare il particolare carattere del razionalismo occidentale e le origini del capitalismo moderno, attraverso il pensiero liberale classico cioè di esaltazione dei valori della libertà e della responsabilità dell’individuo, affermando il libero esercizio dei suoi diritti e della sua autonomia di scelta nell’imperativo morale della dedizione al lavoro come vocazione. Come afferma il prof. Alberto Martinelli “il pessimismo profetico di Weber conserva una sua drammatica attualità e deve farci riflettere sull’esigenza di trasformazioni necessarie e non rimandabili del nostro modo di pensare, decidere, produrre, consumare, convivere in pace nel mondo globalizzato”, trasformazione di noi stessi e della società così necessaria in un momento attuale difficile, segnato tutt’oggi dalla drammatica pandemia del Coronavirus, che ha messo in crisi settori economici importanti ed organizzazioni dello Stato a livello globale, facendo emergere tutta la nostra debolezza davanti all’ignoto. Weber ha vissuto durante un periodo di trasformazione della società europea, nel 1918 fu tra i delegati della Germania a Versailles per la firma del Trattato di Pace e fu consulente dei redattori della Costituzione della Repubblica di Weimar, dopo essere stato tra i fondatori del Partito Democratico

Cento anni dopo la morte del grande sociologo tedesco riproponiamo il suo più grande interrogativo: “Nessuno sa chi in futuro abiterà nella gabbia d’acciaio del capitalismo…se vi saranno profeti interamente nuovi o una potente rinascita di principi o di ideali antichi, oppure una pietrificazione meccanizzata, adornata di un convulso desiderio di sentirsi importante: specialisti senza spirito, gaudenti senza cuore; questo nulla si immagina di essere salito a un grado mai prima raggiunto di umanità”. Un pensiero del tutto attuale.

Redazione

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