MEGLIO UN ARLECCHINO “BUFFONE” CHE UN TRISTE PIERROT

 MEGLIO UN ARLECCHINO “BUFFONE” CHE UN TRISTE PIERROT

La vita non è aspettare che passi la tempesta ma imparare a ballare sotto la pioggia”; “E’ meglio essere ottimisti ed avere torto che essere pessimisti ed avere ragione”. Meglio un arlecchino buffone o un pierrot triste? Non abbiamo dubbi e non ne avrete neanche voi lettori. Ma ognuno di noi guarda non solo a se stesso ma a chi ci detta le regole, al capo, che ovviamente ci influenza. La comunità stessa ci influenza, un capo di governo, ad esempio, determina anche l’atteggiamento dei media oltre che quello della comunità e di tutti gli stakeholders. Quando parliamo di leadership e delle qualità di un leader entrano in gioco diversi fattori. Essere leader non ha solo a che fare con la postazione assunta o con le azioni, le idee e le proposte, ma ha anche a che vedere con l’atteggiamento. E’ fondamentale.

Si può essere leader in tanti modi ma quello che ci vorrebbe sempre, soprattutto in uno stato di emergenza come quello di oggi, è senza alcun dubbio un leader positivo. Immaginate solo per un attimo di andare a lavorare in un campo di grano con una temperatura di 40 gradi e cosa succederebbe se il vostro responsabile vi iniziasse a raccontare quanta fatica farete, quanto suderete, i rischi di infarto o il pericolo dei serpenti. Ecco non avreste lo spirito giusto per lavorare, anzi avreste paura, depressione ed avvertireste una fatica tripla. Il contrario, se per un attimo vedreste il vostro responsabile sorridente che vi racconta che farete subito quel lavoro, che non ci saranno problemi e che fatto quello si andrà tutti a pranzo a gozzovigliare. La giornata cambierebbe, lavorereste con maggiore produttività e con il sorriso e la fiducia, tutto sarebbe diverso. Riportate questa metafora ad oggi, all’Italia e magari in contrapposizione agli Usa e a quel “buffone” di Donald Trump. Signori tutta la vita scelgo l’arlecchino “buffone” al Pierrot di Conte, Speranza, Di Maio, Bersani o Arcuri.

Poi abbiamo in Italia anche qualche capo (non leader attenzione) come lo sceriffo del Sud, tale De Luca governatore della Campania. Un capo è colui che si impone, dà gli ordini e gestisce il suo gruppo di persone senza mai modificare la linea che ha definito in partenza. Lui ha indossato da tempo i panni di Patacca, tracotante e prepotente, offende tutti e scambia l’autorità che ha con l’autorevolezza che non ha. Un leader è colui che sa coinvolgere, motivare le persone e rendere attiva la collaborazione con il gruppo per portare a termine ogni progetto non chi si impone e basta. Vorremmo tutti, invece, positività. L’importanza di mantenere pensieri ottimistici e un atteggiamento positivo è in ogni trattato di psicologia e consuelling. Essere un leader positivo e carismatico è fondamentale perché ti darà modo di coinvolgere il gruppo e metterlo in moto per portare a termine ogni progetto brillantemente facendo emergere da ogni persona il meglio. L’Italia invece ascoltando ogni giorno penose notizie di proibizioni, di rischi lockdown, di economia in caduta libera, di un probabile prossimo flagello in arrivo dal virus nei mesi invernali, sta cadendo in una profonda depressione. Chiudiamo le feste, i bar, i vari calcetto ma non capiamo fino in fondo come si vince una guerra. Io in guerra per tutta la vita starei dietro a Trump e non a un Conte o ad uno Speranza di turno, sarei già sconfitto in partenza.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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