NAVALNY: VERO OPPOSITORE?

 NAVALNY: VERO OPPOSITORE?

A cura di Luigi Olita

Il più grande oppositore di Vladimir Putin in patria, secondo i media occidentali è Alexey Navalny, ritornato in Russia il 17 gennaio Navalny è stato colpito immediatamente da un mandato di arresto. Alexey, classe 1976, è un blogger molto famoso in Russia soprattutto per le numerose proteste che lo hanno visto in prima linea contro il Presidente Putin. Il ritorno di Navalny avviene dopo un periodo di convalescenza in Germania, dopo che il 20 agosto 2020 subì un malore causato da avvelenamento. Il blogger si trovava su un volo partito dalla città Siberiana di Tomsk e diretto a Mosca, ma a causa dei primi sintomi venne attuato un atterraggio di emergenza nella città di Omsk e subito ricoverato in ospedale per un sospetto avvelenamento. I vari test effettuati in Russia riguardo le cause del malore non fecero emergere l’avvelenamento, cosa che invece fu confermata dopo il suo trasferimento in Germania. Il personale medico Russo, inizialmente, affermò che le condizioni del blogger russo dipendessero da un calo di glucosio nel sangue. Una volta trasferito in Germania per ricevere le cure adeguate, le autorità tedesche ed Europee hanno puntato il dito contro il Cremlino, additando il Presidente Vladimir Putin, come il primo indiziato dietro l’avvelenamento.

Non è la prima volta che Alexey Navalny viene arrestato, infatti più volte le proteste che lo videro coinvolto contro Putin lo fecero finire in cella per alcuni giorni, ed addirittura gli venne impedito di candidarsi come rappresentante della Duma. L’incarcerazione del blogger russo ha sollevato numerose proteste all’interno del panorama europeo, infatti la maggior parte degli esponenti del mondo della sinistra Europea si sono scagliati contro le autorità russe per chiedere l’immediato rilascio del blogger. L’indignazione che viene sollevata, però, nasconde una forte ipocrisia, poiché proprio le istituzioni europee, le quali nascono dopo la caduta del nazismo e del fascismo e dunque dovrebbero essere un vero baluardo contro questi ultimi, in questo caso potrebbero sbagliare inconsapevolmente, o nel peggiore dei casi, volontariamente. Proprio nel 2017, infatti, il blogger Navalny, come riportato anche dal quotidiano La Stampa, venne arrestato per aver partecipato alla Marcia Russa. Quest’ultima è il raduno degli ultra-nazionalisti che “sventolano le bandiere tricolori nere, dorate e bianche degli Zar”. A questa marcia partecipano numerosi gruppi di estrema destra xenofoba, posizioni non disprezzate da Navalny, il quale proprio per aver preso parte ad una manifestazione simile nel 2006, venne cacciato dal partito Yabloko, di cui faceva parte dal 2000.

Le posizioni di Navalny non si sono soffermate soltanto sul nazionalismo e sull’estremismo, ma sono sfociate anche in un forte razzismo e soprattutto sulla sua opposizione all’immigrazione. Le posizioni xenofobe e razziste del blogger, non solo vanno a cozzare contro quelle del Presidente Putin, il quale ha sempre arginato il neonazismo sia in patria che all’estero (ad esempio in Ucraina), ma spuntano anche numerose accuse verso di lui di collaborazionismo con l’Occidente. Come viene riportato dall’agenzia di stampa Russia today, giornale ovviamente di governo, il blogger viene accusato di essere un agente di oltre Atlantico. Dunque se le ipotesi sollevate dalle autorità russe dovessero risultare vere, le misure attuate nei suoi confronti seguirebbero la via della difesa della sicurezza nazionale. Le numerose ombre dietro il blogger Russo, nascoste per gettare fango sul Presidente Russo Putin, e facendolo passare come un vero combattente per i diritti umani e per le uguaglianze, sono in totale contrasto con la sua vera natura ideologica. La stessa è in netta opposizione con coloro che lo difendono a spada tratta per attaccare per partito preso Putin, che invece viene accusato di “dittatura” e “fascismo” dalla maggior parte della sinistra Europea. Putin a dire il vero si è sempre opposto agli estremismi di destra, pur essendo un Capo di Stato autoritario. In questo panorama di ipocrisia ideologica, siamo sicuri di non accusare di nazifascismo la persona sbagliata?

Luigi Olita

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