NUOVO DPCM, L’ITALIA SARA’ FRAMMENTATA DAI LOCKDOWN

 NUOVO DPCM, L’ITALIA SARA’ FRAMMENTATA DAI LOCKDOWN

Non un nuovo lockdown nazionale per il contrasto della pandemia, ma tre aree con tre diversi scenari di rischio “con misure via via più restrittive”. E un nuovo sistema di regole, un meccanismo automatico che prevede la classificazione delle regioni in base ai dati epidemiologici. È il cuore del nuovo Dpcm anti Covid che dovrebbe entrare in vigore entro mercoledì 4 novembre, così come annunciato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte in un’informativa oggi alla Camera. Il prossimo Dpcm individuerà quindi 3 aree corrispondenti a 3 scenari di rischio, l’inserimento di una regione in una specifica fascia avverrà con ordinanza del ministro della Salute. Vale la pena di ricordare che a livello nazionale l’ultimo indice Rt era salito alla preoccupante cifra di 1,7.

Secondo quanto ha confermato il premier nell’aula di Montecitorio, l’epidemia in Italia corre verso il cosiddetto scenario 4, il più grave. Lo scenario 4 si verifica in casi di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo. Uno dei parametri tenuti in considerazione è l’indice di contagio Rt regione per regione. Si entra in allarme rosso quando viene superato 1,5. Lo scenario 4, sempre all’interno del documento dell’Iss, si suddivide in tre fasce o aree di rischio: moderata; alta/molto alta per meno di tre settimane consecutive; alta/molto alta per più di tre settimane consecutive e situazione non gestibile. Come verranno divise le Regioni nelle tre aree? Conte ha parlato di 21 parametri. Gli scenari di rischio terranno conto delle valutazioni dell’Istituto superiore di sanità e saranno basati su 21 parametri (tra i quali il numero dei casi sintomatici, i ricoveri, i casi nelle Rsa, la percentuale di tamponi positivi, il tempo medio tra sintomi e diagnosi, il numero di nuovi focolai, l’occupazione dei posti letto sulla base dell’effettiva disponibilità). Si tratta di un sistema, quindi, molto articolato.

Quali sono allora le Regioni a rischio? Per ora possiamo basarci sull’indice Rt (l’indice di contagiosità) di ciascuna Regione così come calcolato nel report settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) che viene reso pubblico ogni venerdì. I dati a cui facciamo qui riferimento sono dunque aggiornati all’ultimo documento di venerdì scorso 30 ottobre che analizza il monitoraggio della settimana precedente. Le regioni sopra la soglia sono 13. Piemonte e Lombardia hanno superato la soglia del Rt 2, sono rispettivamente a 2.16 e 2.09. La Provincia Autonoma di Bolzano e la Valle d’Aosta vicina al 2 (1.96). In altre 10 regioni italiane il Rt ha superato la soglia dell’1.5: la Calabria (1.66) l’Emilia Romagna (1.63), il Friuli Venezia Giulia (1.5), il Lazio (1.51), la Liguria (1.54), il Molise (1.86), la Provincia Autonoma di Trento (1.5) la Puglia (1.65), l’Umbria (1.67) e la Valle d’Aosta (1.89). Sotto la soglia in posizione media ci sono Campania Rt 1,49, Abruzzo 1.4, Marche 1.48, Sicilia 1.42, Toscana 1.41. Sotto soglia e territori con rischio moderato soltanto la Basilicata Rt 1.04 e la Sardegna 1.12.

di Pietro Soldo

Pietro Soldo

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