OTTO MESI PERSI. DI CHI E’ LA COLPA?

 OTTO MESI PERSI. DI CHI E’ LA COLPA?

Siamo di nuovo qui, alle soglie di novembre, purtroppo a parlare di Covid-19, Pandemie, terapie intensive piene e morti. Sono ben otto mesi che i cittadini italiani combattono la loro guerra contro un nemico infido e sconosciuto come il Coronavirus. Marzo del 2020 è stato per tutti un mese sciagurato. Ogni giorno i bollettini governativi rimandati dai media rilanciavano numeri angoscianti di migliaia di contagi e di quasi mille morti al giorno. Era il tempo delle lacrime che solcavano i nostri visi nel vedere le colonne di camion militari portare via da Bergamo le vittime. Erano i momenti del sacrificio nazionale, del Lockdown totale. Erano i giorni in cui il Presidente del Consiglio Conte ogni tre per due spuntava dai teleschermi delle Tv con l’aria da condottiero invincibile venuto a portarci fuori dalle sabbie mobili della Pandemia. Sono passati, da allora, 7/8 mesi ed oggi ci ritroviamo con il Premier Conte, che come un novello Brancaleone da Norcia, in piena confusione e con l’armata ormai allo sbando paventa nuovi possibili chiusure del Paese.

Non dimentichiamo come da giugno, in uno dei pochi periodi di semi tranquillità epidemiologica, le cassandre già vaticinassero su una seconda ondata di virus ancora più temibile della prima che si sarebbe abbattuta sulle nostre teste tra l’autunno e l’inverno. Tra le cassandre più attive c’erano proprio il Presidente Conte, il Ministro della Salute Speranza e tutto il club dei virologi televisivi. Le stesse cassandre che aggiungevano che grazie all’impegno profuso dal Governo mai si sarebbero ripetute le scene ed i momenti vissuti in primavera. Peccato che proprio loro, che continuavano a parlare di virus sui media, dimenticavano di agire sul campo mettendo in atto vere politiche di sicurezza sociale. Ma è bene procedere per ordine ed analizzare tutte le mancanze in cui sono incorsi Conte ed il suo Esecutivo in questi mesi che sarebbero dovuti risultare decisivi per contenere la seconda ondata. Ad oggi, il Governo ha stanziato più di 100 miliardi di Euro in deficit per combattere l’emergenza Coronavirus, saranno bastati per risolvere le varie lacune che si erano palesate a in primavera?

A marzo il nostro Servizio Sanitario Nazionale disponeva di circa 5000 posti letto in terapia intensiva. Nei primi mesi estivi il Governo, sempre sul pezzo, contava di dotare gli ospedali italiani, in vista di una possibile seconda ondata, di 13 posti di terapia intensiva. Ci svegliamo ad ottobre e ci rendiamo conto che i posti negli ospedali sono 6628, di conseguenza il Sistema Sanitario rischia il collasso solo al primo vagito di un ritorno pandemico. Sempre in Primavera, stagione delle speranze e delle promesse, il Governo gialloverde si impegnò alacremente a ristorare tutti coloro i quali avevano subito danni dal Lockdown: Cassa Integrazione, Indennità, Risarcimenti una tantum. Oggi, ottobre 2020, all’alba di una nuova chiusura selettiva e mentre ancora molti restano in attesa dei soldi della CIG e delle varie elemosine promesse a marzo, il Governo vara un nuovo Decreto Ristori a futura memoria.

Ancora, da marzo fino a settembre le scuole italiane sono rimaste chiuse a causa delle esigenze sanitarie create dalla pandemia. Oltre sei mesi per risolvere le esigenze sanitarie e riaprirle in tutta sicurezza. Gli unici interventi sono stati: fornire i nostri istituti di banchi con le rotelle (non ancora disponibili in tutte le scuole con spese abnormi) e costringere gli studenti ad indossare le mascherine durante le lezioni. Risultato: molte scuole sono state chiuse dai Sindaci e quelle aperte, forse, lo resteranno ancora per poco. Un altro esempio della disorganizzazione con cui si è cercato di risolvere i problemi è quello che avviene sui trasporti pubblici. Sette mesi non sono stati sufficienti per organizzare e disciplinare un servizio di trasporti pubblici sicuro ed a prova di Covid-19. Ci risvegliamo ad ottobre con il Presidente Conte che ci invita a non andare nei ristoranti in più di 4 per tavolo ed a mettere la mascherina se qualche sciagurato ospite ci raggiunge nelle nostre case, però non si accorge che se si entra su un autobus o in metropolitana si trovano tanti poveri cristi stipati uno sull’altro che hanno come unica colpa quella di dover andare a lavorare o a studiare.

Questi sono solo alcuni esempi che dimostrano come il nostro Paese sia stato lasciato solo a combattere in primis contro il Coronavirus e poi contro la confusione di una classe dirigente sempre pronta ad autoincensarsi senza nemmeno lontanamente pensare quanto meno al bisogno di una profonda analisi di coscienza. E’ finito il tempo del potere attribuito per volere divino, tutti sono utili e nessuno è indispensabile. Sia chiaro che un nuovo Lockdown totale rappresenterebbe il fallimento di sette mesi di politiche confuse ed autoreferenziali, fatte senza essere minimamente riusciti a risolvere nessun problema.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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