PAOLO ROSSI: UN RAGAZZO COME NOI

 PAOLO ROSSI: UN RAGAZZO COME NOI

Nel cuore di una notte si è materializzata l’ennesima brutta notizia di questo nefasto anno 2020: a soli 64 ci ha lasciato Paolo Rossi. L’eroe del Mundial di Spagna 82, l’idolo dei nostri sogni calcistici dell’infanzia, il giocatore che prima di altri noi bambini avevamo imparato a conoscere tramite le figurine spot di una famosissima marca nazionale di latte. Dopo l’Argentina anche l’Italia calcistica piange il suo mito. Pablito, l’eroe del Mondiale spagnolo, che con i suoi goal contribuì ad unire e rilanciare una Nazione divisa dagli anni di piombo e dalle troppe esasperanti battaglie ideologiche e sociali degli anni ‘70. Rossi e tutta la nazionale di Bearzot ci proiettarono con la loro vittoria nei meravigliosi anni 80, gli anni passati alla storia per il trionfo del pensiero positivo e dell’edonismo Reaganiano. 

Il nome di Paolo Rossi resterà sempre indelebilmentelegato alla partita del 5 luglio 1982 al Sarrià di Barcellona contro il Brasile più forte di tutti i tempi. I miei 8 anni di allora, mi permettono di ricordare tutte le fasi di quell’incredibile sfida in cui Pablito passerà alla storia come il Carrasco do Brasil, il boia del Brasile: l’iniziale pessimismo pre-gara, l’inebriante tripletta di Rossi gridata dal grande Nando Martellini, la sofferenza del finale di gara e la festa per una vittoria tanto insperata quanto meravigliosa. Per la prima volta dopo decenni le strade delle città italiane si riempivano di caroselli festanti di macchine imbandierate e distrombazzanti clacson che urlavano gioia e giubilo. In quel luglio del 1982 ci svegliavamo tutti più fratelli, tutti più italiani e tutti, almeno per una volta, vincitori. 

Come la sera della finale allo stadio Santiago Bernabeudi Madrid, con il Presidente Pertini festante per la vittoria degli azzurri contro la Germania, nella nostra nemesi storica per eccellenza. Paolo Rossi è stato sì Pablito, il capocannoniere dei Mondiali, il pallone d’Oro del 1982, un grandissimo bomber simbolo di un calcio che non c’è più. Ma Paolo è stato soprattutto un emblema di umanità e gentilezza che ha vissuto la propria vita nella riservatezza e nell’amore della sua famiglia. Un idolo schivo, un bomber carismatico, un uomo sempre sorridente e buono questo è stato Rossi. Oggi a poche ore dalla sua prematura scomparsa ci piace immaginarlo in Paradiso ad attendere sul filo del fuorigioco, con il suo leggendario opportunismo e con il suo beffardo sorriso, l’assist di Diego Armando Maradona per fare il suo ennesimo meraviglioso goal. Ciao Paolo.

di K. von Metternich

K. von Metternich

Articoli correlati

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *