(parte 1) OMS, ENORME BUSINESS SULLA VITA

 (parte 1) OMS, ENORME BUSINESS SULLA VITA

OMS: Organizzazione mondiale della Sanità. World Health Organization. Sono molte le domande a cui si deve dare risposta per la gestione disastrosa della pandemia da Coronavirus che ha portato alla morte centinaia di migliaia di persone e ha provocato una delle più gravi crisi economiche dell’ultimo secolo. L’OMS appare ai più colpevole quantomeno di superficialità o di inadeguatezza nell’affrontare una pandemia così importante contravvenendo allo scopo per cui fu istituita, per alcuni è perfino una lobbie di potere che indirizza miliardi di dollari alle multinazionali senza curarsi più di tanto della salute pubblica ed è controllata politicamente da alcuni Stati ed economicamente da sponsor privati. Effettivamente il discorso pare logico, chi mette i soldi decide da che mondo è mondo è purtroppo così e che le multinazionali della farmaceutica o Bill Gates siano generosi benefattori non ci crede davvero nessuno.

L’OMS, istituita nel 1948 con sede a Ginevra è l’Agenzia delle Nazioni Unite specializzata per le questioni sanitarie e vi aderiscono 194 Stati Membri di tutto il mondo divisi in 6 regioni (Europa, Americhe, Africa, Mediterraneo Orientale, Pacifico Occidentale e Sud-Est Asiatico). L’Italia vi ha aderito l’11 aprile 1947. Secondo la Costituzione dell’OMS, l’obiettivo dell’Organizzazione è “il raggiungimento, da parte di tutte le popolazioni, del più alto livello possibile di salute”, definita come “uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale” e non semplicemente “assenza di malattie o infermità”. Per raggiungere questo fondamentale obiettivo, l’OMS si avvale dei suoi Organi di Governo: il Segretariato, l’Assemblea Mondiale ed il Consiglio Esecutivo, nonché dei 6 uffici regionali in cui è articolata, dei propri uffici dislocati negli Stati Membri e dei centri collaboratori che supportano le sue attività. L’OMS è l’organismo di indirizzo e coordinamento in materia di salute all’interno del sistema delle Nazioni Unite. Tra le altre funzioni, è impegnata a fornire una guida sulle questioni sanitarie globali, indirizzare la ricerca sanitaria, stabilire norme e standard e formulare scelte di politica sanitaria basate sull’evidenza scientifica.

Un’importante inchiesta di Report (il programma Rai di inchiesta) ha cercato di svelare alcuni possibili elementi per dare risposta all’interrogativo: si parte dal ruolo della Cina che politicamente controllerebbe il direttore dell’OMS, si passa per la sua privatizzazione e si arriva al ruolo ambiguo e poco chiaro che in essa ricoprirebbe Bill Gates. La struttura dell’OMS e suoi rapporti sarebbero privilegiati con il governo cinese. Il Segretario dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è il primo africano a ricoprire questo ruolo: in Etiopia, il suo paese d’origine, ha ricoperto ruoli importanti e si è occupato di salute pubblica. In Etiopia sono giunti fiumi di denaro dalla Cina, la quale sta cercando di penetrare nel continente africano seguendo la linea di politica economica della “via della seta”: gli investimenti nel paese africano sono di notevole importanza strategica, e si segnala anche come la Cina abbia finanziato direttamente la costruzione del palazzo dell’Unione Africana, dove si riuniscono regolarmente i rappresentanti dei 56 paesi africani. La Cina avrebbe fatto pressioni sull’OMS in maniera tale da limitare al minimo la percezione degli errori commessi dal paese asiatico nei primi momenti della pandemia. L’incertezza dei documenti dell’OMS con linee guida aggiornate di continuo e spesso in contraddizione tra loro, la difficoltà nell’ammettere il passaggio da uomo a uomo del virus, gli elogi alla gestione cinese della pandemia, farebbero sospettare un ruolo attivo del direttore dell’OMS.

La questione importante riguarda la maniera mediante la quale l’OMS ha gestito l’intera questione. Il problema fondamentale sta innanzitutto nella privatizzazione dell’Organizzazione: soltanto il 20% del bilancio arriva dalle quote fisse che versano gli Stati, il resto, dunque l’80%, proviene da “donatori” privati su base volontaria. In parole semplici i privati finanziano l’OMS e, come funziona in questi casi, chi mette i soldi ha anche un potere importante sulle decisioni da prendere. Ma a chi ha giovato la privatizzazione dell’OMS? German Velasquez, consulente di politiche di salute pubblica del South Center, ha risposto in questo modo: “Principalmente all’industria farmaceutica e la verità, volendo essere un po’ cinici, è che i paesi evoluti, i paesi industrializzati, fino a quattro mesi fa volevano una OMS debole, senza molti poteri, per non danneggiare la propria industria”.

Ed ecco che in campo scende anche il filantropo Bill Gates. Il primo donatore dell’OMS sono gli USA (che tra l’altro hanno annunciato di voler ritirare i propri fondi), mentre al secondo posto si trova proprio Bill Gates. La sua fondazione versa una cifra da capogiro, circa mezzo miliardo di dollari ogni biennio, attraverso un Trust. Ebbene, così come viene spiegato dall’analista Alfonso Scarano, “il Trust fa soldi, investe, ha impieghi, fa lo speculatore e poi genera la massa di soldi che passa alla fondazione” e così “la fondazione elargisce questi soldi, e l’Oms è uno dei principali oggetti di interesse della fondazione”. Inoltre, guarda caso, il Trust che fa capo al noto imprenditore investa circa 400 milioni di dollari in aziende farmaceutiche, lo stesso Trust che fa “donazioni” all’OMS. Si attiverebbe dunque un circolo vizioso: Bill Gates incasserebbe i soldi delle azioni delle case farmaceutiche, vestirebbe i panni del filantropo, donerebbe soldi all’OMS risparmiando sulla tassazione, rideterminerebbe le politiche potendo indirizzare i soldi verso i prodotti delle multinazionali in cui ha investito.

Un esempio. Nel 2009 fu dichiarata pandemia la febbre suina, per questo motivo molti Paesi sono stati costretti ad acquistare da case farmaceutiche il vaccino ( per contratto i Paesi sono obbligati a tale acquisto solo in caso di pandemia). Poi l’Oms si accorse di avere esagerato e dichiarò il suo errore ma intanto il business era stato soddisfatto. L’Italia acquisto 24 milioni di dosi di vaccino per usarne solo 900 mila e spese 128 milioni di euro. La logica pare evidente. Purtroppo a pagare è la gente, indifesa, e i Governi spesso irresponsabili e poco coraggiosi che preferiscono subire decisioni senza valutare. E allora, pur se strumentale la sua posizione, oggi siamo in battaglia al fianco di Trump. Non ha senso finanziare un ente che per 80% si autofinanzia da privati e risponde a quest’ultimi senza alcuna regola etica o morale.

di Pietro Soldo

Pietro Soldo

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