(parte 2) OMS, UN ENORME BUSINESS SULLA VITA

 (parte 2) OMS, UN ENORME BUSINESS SULLA VITA

OMS, l’enorme business sulla vita. Il racconto parte dal 28 gennaio 2020, quando Xi Jinping parla del Coronavirus e di COVID-19: Tedros elogia apertamente il governo cinese anche se l’OMS non ha fatto ancora una vera ispezione in Cina, ma i complimenti arrivano perché il genoma del virus è stato condiviso immediatamente. L’OMS attende ancora 18 giorni prima di ispezionare sul campo; Nicoletta Dentico di Health Innovation in practice dice che nessun governo ha interesse a dichiarare un’epidemia in casa propria e che Tedros è un personaggio politico, come tutti quelli che arrivano ai vertici dell’OMS. Il suo partito è il TPLF, il fronte popolare di liberazione del Tigré ed è stato accusato in molti episodi di corruzione oltre ad aver aperto le porte alla Cina, che ha investito fiumi di denaro in Africa in questi anni. I cinesi usano le clausole collaterali: se non rientrano dell’investimento sulle infrastrutture si prendono la gestione diretta della stessa. L’OMS ha guardato con indulgenza la scarsa diffusione di informazioni su COVID-19 da parte dei cinesi: le prime ammissioni arrivano solo il 22 gennaio, quando già si contano migliaia di contagiati.

Anche in Italia il caso sintomatico del 20 febbraio non spiega il 3% della popolazione infetta: i dati non combaciano con quelli dei cinesi. Aspettare il 22 gennaio per ammettere il contagio da uomo a uomo è stato tardivo, dice Andrea Crisanti, il virologo dell’emergenza Coronavirus in Veneto. Si è accorto che nelle curve dei contagi comunicate dalla Cina manca qualcosa: “In Italia e negli altri paesi c’è la crescita esponenziale e poi la curva esponenziale, in Cina manca: così manca un grosso pezzo della fase dell’epidemia”. Secondo Crisanti l’epidemia è cominciata tra ottobre e novembre e tutta quella parte manca. Anche per l’Università di Hong Kong a febbraio c’erano quattro volte i casi dichiarati dal governo cinese.

Il medico Wenliang, che aveva per primo intuito l’esistenza di SARS-COV-2 e provato ad avvertire i colleghi, finendo poi censurato dal governo cinese e poi morto proprio a causa di COVID-19 il 7 febbraio, ci aveva provato. La censura di Pechino ha investito anche chat e social network, parlando di una polmonite dalle cause sconosciute e fa distruggere i campioni analizzati. La prima vittima confermata in Cina arriva solo l’11 gennaio. L’emergenza di salute pubblica di livello internazionale non viene dichiarata dall’OMS fino al 30 gennaio. Il 5 febbraio la Cyber Space Administration cinese annuncia che saranno puniti coloro che diffondono notizie che alimentano la paura sul web. Tre giornalisti vengono arrestati e scompaiono.

C’è poi il caso mascherine: l’OMS dice che non sono richieste per la popolazione, Taiwan fa il contrario e ferma il virus. Paese confinante con la Cina con circa 23 milioni di popolazione ha avuto soltanto 400 contagi facendo esattamente il contrario delle indicazioni dell’OMS. Poi c’è la questione dei test di massa: l’OMS all’inizio è contraria. Torna a parlare Crisanti: “Noi le evidenze scientifiche su questo non le abbiamo mai viste, anzi è il contrario: più test fermano il virus”. Poi l’OMS cambia idea solo il 16 marzo (e cambia idea anche Walter Ricciardi), come ha scritto anche neXtQuotidiano, ma ormai è tardi. Ci sono almeno cinque gravi cambi di direzione sui test del tampone per il Coronavirus, passando alla fine la patata bollente ai medici: “testate anche i sospetti senza link epidemiologico”. Solo il 27 febbraio si indica di fare attenzione a tutti quelli che hanno sintomi sospetti.

Il vice ministro alla Sanità, Pierpaolo Sileri, tra l’altro eccellente medico chirurgo, ha ammesso che tutto questo comportamento dell’OMS seguito purtroppo anche dal Governo italiano: “da medico non posso che giudicarlo gravemente confusionario”,lo stesso dicasi del piano sanitario di emergenza, il cui ultimo italiano risale al 2009 e a cui hanno lavorato inutilmente vari uffici del ministero negli anni precedenti, ancora il vice ministro: “faremo una inchiesta, è grave non avere un piano sanitario di emergenza aggiornato”. Vedremo. Intanto ci pare davvero un guazzabuglio e siamo con chi vuole chiarezza. L’OMS è giusto che sopravviva ma deve avere solo fondi pubblici e svincolati il più possibile da interessi economici e politici con un organo che la sovraintende e la controlla.

di Pietro Soldo

Pietro Soldo

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