POLITICA DI CARTA E POLITICI (POCHI) DI VALORE

 POLITICA DI CARTA E POLITICI (POCHI) DI VALORE

Una politica di cartone. Ci ritroviamo colà dove il popolo ha voluto. Smontati i partiti politici regna il qualunquismo di una società degenerata e involuta che non può che produrre cotanti uomini politici, manager e gente comune. Tutti proporzionalmente senza valori. La colpa non è di nessuno o di tutti o della storia naturale, forse. Resta soltanto l’analisi. Tante le parole e i tentativi di raccogliere consenso anche durante la pandemia. Troppe le distrazioni del Governo, le inefficienze e le incertezze di Conte sono state evidenti. Peggio i rappresentanti al Governo dei Cinque Stelle: dallo sport con Spadafora al ministro della Giustizia Bonafede fino alla ministra dell’istruzione Azzolina. Il nulla assoluto. Errori, compromessi, inadeguatezza. E soprattutto non voler cambiare. Un sistema chiuso da gruppi di potere che preferiscono autogovernarsi, autodecidere e ascoltare solo da lontano il popolo. Facciamo tornare a votare il Parlamento con la preferenza, ecco un atto di coraggio che forse farebbe tornare qualità e soprattutto disponibilità verso il territorio. Nessuno ne parla, neanche i finti perbenisti dei Cinque Stelle, il controllo deve restare a Roma come l’inadeguatezza.

Così come il nostro compaesano Speranza, un ministro insipido che nulla fa, nulla decide, neutro semplicemente e negativamente. Succube anche lui, come tutti, di un comitato tecnico scientifico capace solo di profetizzare disastri epocali e di prendere lautamente i rimborsi che gli sono offerti dal Governo e finanche dalle televisioni. Umiliati dalla fermezza e dal coraggio del primario del San Raffaele di Milano Zangrillo: “Lo dice l’Università vita-salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo e direttore dell’Istituto di virologia, professor Clementi, lo dice, insieme alla Emory University di Atlanta, il professor Silvestri. I tamponi eseguiti negli ultimi 10 giorni hanno una carica virale dal punto di vista quantitativo assolutamente infinitesimale rispetto a quelli eseguiti su pazienti di un mese, due mesi fa. Lo dico consapevole del dramma che hanno vissuto i pazienti che non ce l’hanno fatta, ma non si può continuare a portare l’attenzione, anche in modo ridicolo, dando la parola non ai clinici, non ai virologi veri, ma a quelli che si auto-proclamano professori: il virus dal punto di vista clinico non esiste più“.

Dall’altro lato, l’opposizione, le urla di Salvini e della Meloni hanno fatto eco, son tornate assordanti a smentire i due politici di destra che se pur a ragione hanno criticato il Conte premier, si ritrovano oggi con una Europa che se non ci fosse stata sarebbe una vera tragedia per tutti noi. Dura ammetterlo ma è stato un grosso errore schierarsi contro l’Unione ed ora la sconfitta brucia e pesa valori di percentuale. Errori di tracotanza e poca lucidità. Gli unici trionfatori di questa fase, e non è un caso, sono Renzi e Berlusconi entrambi uomini sin troppo capaci e furbi. Non raccoglieranno il consenso perché il primo è troppo pieno di sé e risulta antipatico ai più mentre il secondo ha l’età che lo segna in maniera definitiva. Peccato. Il Cavaliere ancora una volta con i suoi distinguo ha marcato la sua classe politica che non è di chi urla e lancia slogan ma è di chi fa e decide la cosa giusta al momento giusto, con moderata attenzione, e non è certo di chi crede che uno vale uno e che chiunque ci possa amministrare. Chapeau.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

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