POTENZA CITTA D’ARTE DA VALORIZZARE

 POTENZA CITTA D’ARTE DA VALORIZZARE

Potenza dai primi giorni di giugno del 2020 può fregiarsi del prestigioso titolo di Città d’Arte. Così, il Capoluogo di Regione, grazie ad una proposta di legge approvata dal Consiglio Regionale della Basilicata, va ad affiancare Acerenza, Avigliano (Fraz. di Lagopesole), Matera, Rivello, Tricarico e Venosa tra le Città d’Arte lucane. Un’importante riconoscimento per la città di Potenza, che ora deve saper cogliere al volo l’occasione e valorizzare, con azioni mirate, i tanti piccoli tesori materiali ed immateriali che la contraddistinguono. Nel corso di una conferenza stampa, nella storica e vezzosa cornice di Palazzo D’Errico, il Comune ed il Sindaco Mario Guarente, presentando ai rappresentanti delle istituzioni culturali, alle associazioni ed alla stampa il progetto, ha individuato nella riqualificazione e nella valorizzazione della Torre Guevara e della Villa del Prefetto i primi obiettivi da raggiungere grazie ai progetti di riqualificazione dell’ente proprietario che è la Provincia. 

La Torre Guevara, costruita intorno al IX secolo, è tutto quello che resta del castello cittadino. La Torre è alta venti metri ed è formata da tre piani, purtroppo dal 1960 è nascosta e relegata alle spalle di un edificio scolastico ormai in disuso. Il primo passo per valorizzare e rendere fruibile il complesso di origine medievale della Torre sarebbe quello di abbattere definitivamente il palazzo dell’ex Ragioneria, al fine di ridare aria ad un pezzo di storia cittadina. Si auspica un forte intervento del Comune sulla Provincia, proprietaria dell’immobile, per accelerare e rendere possibile un progetto già esistente di abbattimento di una bruttura architettonica figlia della corsa al mattone selvaggio degli anni 60. Solo in questo modo si potrebbe ripensare un’area oggi marginale, in modo da creare una terrazza naturale attrezzata sulla città che compaia e dia lustro alla fine della strada principale del passeggio cittadino. La Villa del Prefetto è un piccolo e suggestivo polmone verde incastonato all’interno del centro storico. I giardini del Palazzo del Governo sono stati realizzati nel 1800 e solo da alcuni anni e tra mille difficoltà sono stati riaperti alla fruizione del pubblico. La Villa del Prefetto potrebbe, una volta riqualificata, diventare uno straordinario palcoscenico ed attrattore per gli eventi culturali estivi cittadini. 

Chiaramente si auspica che questi siano solo i primi di una lunga serie di luoghi culturali da riqualificare e, in alcuni casi, da riportare in vita, dopo anni di incuria e dimenticanze. Tra i possibili attrattori culturali della città da valorizzare e rendere sempre più fruibili, in un’ottica di fruizione attrattiva in grado di aggregare una filiera turistico-culturale, ci sono: la Villa Romana di Malvaccaro, il Ponte Musmeci, le Chiese che danno sull’antica via Pretoria, la Cattedrale, i tanti piccoli salotti rappresentati dalle piazzette del Centro, il Museo Archeologico Provinciale e quello Nazionale. La speranza è che la misura approvata dal Consiglio Regionale della Basilicata possa diventare un concreto volano di sviluppo per la città e che l’amministrazione comunale lavori in concerto con istituzioni culturali e operatori economici alla creazione di un binomio Cultura-Turismo, che faccia rinascere un Capoluogo da troppi anni in attesa di politiche di sviluppo precise, di lungo periodo e soprattutto vincenti.

di K. von Metternich

K. von Metternich

Articoli correlati

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *