PRODOTTI LUCANI CONTRAFFATTI

 PRODOTTI LUCANI CONTRAFFATTI

I prodotti alimentari italiani sono da sempre i più soggetti ad alterazioni e contraffazioni nel mondo. L’Italia è la prima nazione europea per segnalazioni di contraffazioni alla Commissione Europea. Le nostre eccellenze alimentari che si fregiano delle certificazioni di qualità DOP, STG e IGP sono colpite continuamente da vere e proprie truffe. Oltre confine impazza ”l’Italian Sounding”, cioè si danno a prodotti di imitazione dei nomi che suonano come italici. Sulle etichette, sulle confezioni o nelle denominazioni si evocano immagini, riferimenti geografici e marchi che riportano al Belpaese al fine di commercializzare prodotti che ingannano i consumatori finali. Questi credono di acquistare prodotti autentici e di qualità che purtroppo di italiano hanno solo gli errori di ortografia delle etichette. Una forma di falso Made in Italy che prende i nomi più svariati: Parmesan, Mozarella, Salsa Pomarola, Spagheroni. 

Questo fenomeno danneggia anche un settore strettamente legato all’agroalimentare di qualità, cioè quello del turismo enogastronomico. Con la fine della Pandemia, l’Italia sarà pronta a ricevere milioni di turisti che legano le loro vacanze a motivi enogastronomici, circa il 5% dei turisti stranieri. Infatti la valorizzazione internazionale dei prodotti agroalimentari di qualità si riverbera sulla capacità dei territori di attirare visitatori facendo leva sull’unicità delle eccellenze alimentari del posto. Dal report 2020 dell’ICQRF (Ispettorato Centrale Repressione Frodi), divulgato dalla CIA-Agricoltori Basilicata, emerge come tra i 50 prodotti alimentari più contraffatti, che si fregiano sia del Marchio di Certificazione di Qualità e sia del Presidio Slow Food, ci sono due eccellenze agroalimentari lucane: il Peperone IGP di Senise e la Melanzana Rossa di Rotonda. Questi sono due prodotti di punta del nostro settore primario che vengono “taroccati” all’estero da un’agropirateria che crea danni ingenti dal punto di vista economico, di qualità e di immagine. Un business di decine di miliardi di euro che intacca un settore strategico per l’economia dello Stivale. La CIA lucana attesta come in assenza di misure mirate di prevenzione e repressione del fenomeno a livello europeo i nostri prodotti certificati sono in balia di questi adulteratori che falsificano e commercializzano dei veri e propri Fake Food.  

 di K. von Metternich

K. von Metternich

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