PUTIN CONTRO TUTTI

 PUTIN CONTRO TUTTI

A cura di Luigi Olita.

La guerra diplomatica che da un paio di mesi a questa parte sta imperversando tra l’Occidente e la Russia sta prendendo pieghe sempre più interessanti. Prima la stoccata di Joe Biden contro Putin definendolo un assassino, ora l’Ucraina, e nel mezzo gli alleati di Washington che procedono a colpi di espulsione di diplomatici russi dai loro Paesi. L’ultima new riguarda l’Italia che aveva giustamente espulso due funzionari russi rei dell’illecito acquisto di documenti segreti. La Russia ha appena espulso un diplomatico italiano considerato “persona non grata”. Si tratta di Claudio Pacifici, consigliere dell’attache per la difesa e gli affari navali dell’ambasciata italiana. Insomma le reazioni di Mosca non tardano ad arrivare, poiché alle espulsioni da parte di Repubblica Ceca ed ultimamente Polonia di diplomatici russi, anche Mosca sta facendo lo stesso. Proprio la Polonia, la quale ha consolidato sempre di più in questi anni, e soprattutto sotto la presidenza di Donald Trump, il rapporto con gli USA, ha espulso una serie di diplomatici russi, subendo simili conseguenze dal Cremlino. Mentre gli alleati europei di Washington si muovono contro la Russia, particolare attenzione va posta all’Ucraina. 

Infatti, lo schieramento di truppe russe al confine con la Crimea, de jure e de facto appartenente alla Russia, e la mobilitazione delle truppe Ucraine nel Donbass, aveva ovviamente messo in allarme la Casa Bianca, pronta a sostenere Kiev in caso di attacco russo. Notizia di poche settimane fa, che suscitò clamore, fu il fallito golpe contro il Presidente Bielorusso Lukashenko, il quale è de facto alleato del Cremlino, ma allo stesso tempo cane sciolto che non ha mai nascosto un suo avvicinamento alla NATO. Fonti Bielorusse riportarono che il tentato golpe contro il Capo di Stato Bielorusso sarebbe stato pianificato da agenti della Central Intelligence Agency ma sventato dai servizi di sicurezza del Cremlino. La notizia, è stata subito smentita dalle autorità americane, le quali hanno affermato di non essere coinvolte nei fatti. Se per ipotesi dovesse essere vera, e ciò non sarebbe da escludere vista la storica propensione americana nel fomentare e pianificare cambi di regime e colpi di Stato, confermerebbe quanto la Presidenza Biden, seguendo l’internazionalismo liberale, proceda a colpi di intelligence per minare le fondamenta del Cremlino. 

Ciò ovviamente sta avvenendo da anni in Siria, con scarsissimi risultati, anzi quasi nulli ed ora è stato tentato in Ucraina. Vicenda analoga potrebbe essere il North Stream 2, il quale è stato preso di mira dalla Casa Bianca e dal Dipartimento di Stato con minacce di sanzioni a Germania e Russia se non dovesse essere interrotto. La voce del Capo del Cremlino si è fatta sentire ultimamente all’Assemblea Federale Russa, uscendo da quel guscio di pazienza ed affermando per la prima volta che la Russia si difenderà se sarà minacciata e la necessità da parte degli avversari del Cremlino nel non superare delle delicate linee rosse. A queste parole, in effetti, stanno seguendo risposte alle continue provocazioni da parte degli alleati della Casa Bianca, con l’espulsione di diplomatici dai rispettivi Paesi. La Russia, in questi anni, ha sempre agito con un profilo basso rispetto alla boria delle amministrazioni americane, subendo la maggior parte delle volte l’arroganza statunitense, la quale però non si è mai sbilanciata più di tanto. La guerra diplomatica che sta attualmente imperversando, però, ha cambiato gli equilibri geopolitici ed ha messo in risalto la difesa della nazione Russa in caso di minaccia. Se durante il Secondo Conflitto Mondiale l’Ammiraglio Isoroku Yamamoto si rese conto che con l’attacco a Pearl Harbor era stato commesso l’errore di aver svegliato il gigante dormiente, adesso qualcuno oltre Oceano potrebbe essersi reso conto della stessa cosa. Una buona notizia per i russi, ma una pessima notizia per i vari scacchieri mondiali, poiché si parla di potenze nucleari, di cui una delle due non ha disdegnato in passato, ma nemmeno adesso a scegliere l’opzione nucleare. Pensare ad un possibile scontro nucleare tra i due paesi è difficile, ma non impossibile. La visione più palese sarebbe certamente una guerra di logoramento nei confronti di Mosca da parte di Washington seguita dai suoi alleati posti ai confini della Russia. Ovviamente oltre al gigante russo dormiente, andrebbe posta attenzione anche al Dragone cinese, non più dormiente, ma sveglio più che mai, in asse con Mosca fa sempre più paura.

Luigi Olita

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