RILANCIO BASILICATA

 RILANCIO BASILICATA

Appena passerà questa dannata Pandemia toccherà immediatamente rilanciare l’economia, uscita con le ossa rotte da questo duro periodo. L’impresa già di per sé ardua, lo sarà ancora di più in quei territori già depressi prima dell’uragano Covid-19. Tra questi spicca il nostro Sud, dove la politica deve necessariamente accelerare. Urge, nelle nostre regioni, che si passi dalla tanta e troppa teoria sullo sviluppo degli ultimi decenni, alla pratica. I cittadini meridionali non possono più aspettare ed a maggior ragione non si può più tergiversare in Basilicata. Il cambio di passo che la politica della nostra regione dovrebbe attuare in campo economico e sociale si potrebbe articolare su tre livelli: progettualità, efficacia ed immediata attuazione. La verità siciliana citata da Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo”, il tutto cambi perché nulla cambi, deve essere assolutamente ribaltata. A ben vedere la Pandemia dà alle classi dirigenti del Sud un’ultima opportunità. Questa volta, però, è davvero l’ultima carta da giocare per rilanciare una parte di Italia più volte sacrificata sugli altari di uno sviluppo economico a trazione nordista. 

L’occasione, che anche la Basilicata dovrà saper cogliere, è quella del Recovery Fund (Next Generation EU). Il Recovery Fund è lo strumento individuato dalla Commissione Europea per rilanciare le economie dei Paesi membri, un Piano Marshall, privo di intenti geopolitici, composto da un mix di aiuti a fondo perduto e prestiti controbilanciati da precise condizionalità in termini di riforme strutturali. Per la Basilicata è arrivato il momento delle scelte. Scelte che porteranno la politica a giocarsi sulla sfida della ripresa tutta la sua credibilità. Una sfida da cui dipenderà il futuro e lo sviluppo economico e sociale di una regione ad oggi sfiduciata e non solo per colpa del Coronavirus. La partita si giocherà su progetti chiari e con una precisa visione di quello che sarà il futuro del nostro territorio. Una visione che non può non passare da un massiccio intervento sulle infrastrutture (strade, ferrovie, aeroporti, autostrade digitali). 

Le infrastrutture moderne non sono solo quelle fatte di cemento, ma soprattutto sono foriere di progresso e innovazione quelle digitali che muovono con un clic le economie mondiali. Grazie al rinnovamento infrastrutturale potremmo tornare a pensare a progetti di industrializzazione di New Economy. Sviluppi industriali come quelli della Val Basento e della zona di Tito sono due esempi di aborto industriale degli anni ’80 da non ripetere. La direttrice autostradale di collegamento tra Tirreno ed Adriatico (Lauria-Candela) potrebbe, se ben inserita, dar slancio economico alle nostre tante e belle realtà turistiche. Sarebbe auspicabile puntare a rilanciare il turismo nelle sue varie articolazioni e tipicità che in Lucania abbondano e vanno solo scoperte, dal turismo culturale, al turismo enogastronomico, a quello dell’arte, al religioso, ecc. Infine, occorrerebbe rilanciare il settore primario e le sue magnifiche peculiarità che in Basilicata sono precipue del Metapontino e della Zona Sud. Kennedy ebbe a dire: “la parola crisi in cinese è composta da due ideogrammi, uno significa pericolo e l’altro opportunità”, adesso sta ai politici lucani far si che una tragedia come la Pandemia si trasformi in una concreta opportunità per un futuro migliore.

di K. von Metternich

K. von Metternich

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