RISTORAZIONE E INTRATTENIMENTO, STORIA DI UNA STRAGE ANNUNCIATA

 RISTORAZIONE E INTRATTENIMENTO, STORIA DI UNA STRAGE ANNUNCIATA

La Confcommercio nazionale attraverso la FIPE (Federazione Italiana Piccoli Esercenti) ha lanciato un sentito grido d’allarme sull’attuale situazione del comparto dei pubblici esercizi, cioè ristoranti, bar, pub, discoteche, pasticcerie e stabilimenti balneari. Il settore dei pubblici esercizi ha definito in 30 miliardi di euro le perdite dovute al lockdown imposto dal Coronavirus, con 50.000 imprese a rischio di chiusura definitiva e 300.000 posti di lavoro in pericolo. Una vera e propria bomba ad orologeria pronta a deflagrare sull’economia italiana se il Governo non uscirà dalla logica dei veti incrociati e inizierà a perseguire una seria politica di investimenti atti a sostenere seriamente questo settore così drammaticamente colpito dagli effetti del virus.

Infatti, gli interventi fin qui messi in campo sono una risposta del tutto palliativa e lenta ai bisogni di un’economia di settore che fa della contemporaneità e della velocità il proprio requisito imprescindibile. I 25.000 euro di liquidità non ancora pervenuti a tutte le aziende, peraltro in prestito e non facili da percepire visto il soffocante peso della burocrazia, le difficoltà registrate nel disbrigo delle pratiche per ottenere gli ammortizzatori sociali, il differimento e non l’annullamento delle tasse da pagare all’erario con le attività chiuse da tre mesi, sono solo alcuni dei problemi con cui gli esercenti si trovano a combattere in questi drammatici frangenti. Il vero rischio è che quando il Paese sarà finalmente riaperto, non saranno più aperti né i ristoranti né i locali di intrattenimento.

La FIPE-Confcommercio ha formulato una serie di richieste al Governo, tra le altre: un’iniezione di liquidità a fondo perduto per le aziende, una moratoria sugli affitti dei locali, una cancellazione totale delle imposte come IMU e TARI, un prolungamento degli ammortizzatori sociali per i dipendenti, sgravi contributivi, la concessione gratuita di spazi all’aperto per favorire le normative sul distanziamento sociale ed un piano di riapertura delle attività, con tempi certi e rapidi, in accordo con gli operatori del settore al fine di poter tornare ad operare in massima sicurezza.

di K. Von Metternich

K. von Metternich

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