STATO ETICO O STATO LIBERALE?

 STATO ETICO O STATO LIBERALE?

La pandemia da Coronavirus ha inciso duramente anche sulla struttura delle nostre istituzioni. Il moltiplicarsi del ricorso ai Decreti Legge ed ai DPCM hanno rafforzato esponenzialmente il ruolo apicale del Presidente del Consiglio dei Ministri tendendo a depotenziare quello del Parlamento. Tutto questo ledendo il principio della separazione dei poteri Esecutivo e Legislativo previsto dalla Costituzione Repubblicana. Inoltre, questo indiscriminato utilizzo della decretazione, seppur legata a fattori emergenziali e di urgenza dati dal Covid-19, ha indebolito il sistema parlamentare ed ha limitato pesantemente una serie di Diritti Inviolabili e Libertà Individuali dei cittadini. Questi Diritti Inviolabili e Libertà Individuali sono l’architrave su cui si reggono tutti gli ordinamenti statuali contemporanei. L’Articolo 2 della Costituzione Italiana è molto chiaro al riguardo e non lascia spazi a fraintendimenti: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

Tra i Diritti e Libertà, che esistono a prescindere dagli ordinamenti giuridici come diritti naturali, sono riconosciuti dalla Costituzione tra gli altri: la libertà personale, la libertà di circolazione, la libertà di riunione ed associazione, la libertà religiosa e la libertà di iniziativa economica. La Società Liberale o Aperta, per dirla con Karl Popper, fonda le sue radici sulla salvaguardia delle libertà dei suoi membri, i governati in democrazia devono poter controllare i governanti. L’emergenza sanitaria creata dal Coronavirus ed i tentativi di rispondere rapidamente pongono un insidioso lascito dottrinale ai politologi ed alle democrazie occidentali odierne ed a maggior ragione alla nostra democrazia. Il periodo emergenziale e la necessità statuale di rafforzare il diritto alla salute si pongono in aperta dicotomia con le convinzioni dei padri costituenti sui diritti inviolabili e sulle libertà individuali. Tutto questo accentramento dei poteri all’Esecutivo può sfociare in uno sbandamento verso un rigurgito concettuale di Stato Etico?

Lo Stato Etico è la forma istituzionale teorizzata da filosofi come Hobbes ed Hegel, questa prevede che sia lo Stato a decidere sulla vita e sui comportamenti dei propri cittadini. In questo concetto di Stato i cittadini non sono considerati come portatori di diritti, ma si pretende di educarli e plasmarli secondo le idee di chi governa. Gli individui e le organizzazioni trovano la loro massima realizzazione ed il loro massimo scopo nello Stato. Uno stato che è unico portatore del “Bene Universale” ed assume su di sé la totalità dei diritti dei singoli. Qui, gli individui rinunciano a parte della loro libertà in cambio di protezione; tutta l’autorità è demandata allo Stato, compresa quella religiosa. Per intenderci, lo Stato così teorizzato ha dato la giustificazione dottrinale a tutti i totalitarismi nati nel Novecento.

Analizzando bene quello fin qui descritto e riportando tutto ai giorni nostri, si può notare come i cittadini europei, in questo tragico momento di emergenza, hanno demandato in cambio della protezione sanitaria dello Stato, molti dei propri diritti inviolabili e libertà. Anche le stesse libertà religiose e di culto stanno pericolosamente vacillando in nome di una presunta sicurezza sociale. Perfino l’introduzione di strumenti di monitoraggio a distanza dei cittadini, come l’app “Immuni”, pongono complicati interrogativi deontologici, in termini di rispetto della sicurezza individuale e di delicate normative in materia di privacy. La domanda, in questo difficile periodo, nasce spontanea: chi controlla chi? Sta per concretizzarsi una forma di controllo digitale dello Stato sugli individui? A questi importanti interrogativi i Governi Occidentali, tra i quali quello italiano, dovranno quanto prima dare una risposta chiara e definitiva.

Con la tendenza generalizzata, in atto negli ultimi giorni, alla diminuzione dell’emergenza sanitaria, il Presidente Conte deve ritrovare e percorrere l’unica strada possibile: quella che ci riporti, il più velocemente possibile, in uno Stato Liberale e di Diritto. Bisogna smetterla con la logica dell’uomo solo al comando, bisogna uscire dall’autoritaria giungla dei DPCM e da un pericoloso vocabolario in questi giorni in uso al Premier, pieno di “noi concediamo, noi autorizziamo e noi consentiamo”. Si deve tornare assolutamente alla normalità dello Stato di Diritto, della “Società Aperta”, alla supremazia del diritto e della libertà dell’uomo, al concetto di “Stato Minimo”. Ripristinare il principio della separazione dei poteri tra organi stabilito dalla Costituzione Democratica, al potere legislativo esercitato dal Parlamento in piena autonomia. Ovvero, abbandonare la pericolosa strada che ci conduce dritti allo Stato Etico e ritrovare quel equilibrio che è prerogativa esclusiva dello Stato Liberale e della Società Aperta.

di K. von Metternich

K. von Metternich

Articoli correlati

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *