TUTTE LE STRADE PORTANO A WUHAN 

 TUTTE LE STRADE PORTANO A WUHAN 

A worker hoses down benches outside the closed Hankou Railway Station in Wuhan in central China’s Hubei Province, Thursday, Jan. 23, 2020. China closed off a city of more than 11 million people Thursday in an unprecedented effort to try to contain a deadly new viral illness that has sickened hundreds and spread to other cities and countries amid the Lunar New Year travel rush. (Chinatopix via AP)

A cura di Luigi Olita 

La disputa tra USA e Cina riguardo le origini del Covid-19 sta continuando con sempre maggiore intensità. Ciò che Donald Trump aveva sollevato un anno fa riguardo le responsabilità della Cina sulla diffusione del virus adesso viene tenuta in piedi anche dalla nuova amministrazione democratica, con il Presidente Joe Biden che sta gettando benzina sul fuoco. Come era stato già accennato in precedenza, e soprattutto riguardo le origini del virus, che erano state tassativamente blindate come naturali e di origine animale dalle autorità mondiali, adesso stanno venendo affiancate da presunte teorie sulle origini artificiali. Queste ultime, sollevate sia da Donald Trump che da una parte della controinformazione bollata come complottista, adesso vengono utilizzate e sostenute dai dossier della Central Intelligence Agency americana su richiesta di Joe Biden. In precedenza, la Cina stessa aveva accusato gli USA di essere responsabile della diffusione del patogeno attraverso una operazione di intelligence proprio nell’autunno del 2019 e durante i giochi olimpici militari tenuti in territorio cinese. 

Un’obiezione da parte di Pechino comprensibile, viste le continue accuse provenienti dall’Occidente riguardo le responsabilità della diffusione del Covid. Ma in questo caso sono proprio gli USA ad avere il coltello dalla parte del manico per il semplice motivo che nel mirino della autorità americane si trova proprio il Wuhan Institute of virology. L’istituto di virologia è il luogo simbolo del Corona virus, dal quale si pensa sia partito il patogeno per errore umano, o nella peggiore delle ipotesi per volontà umana. In questo contesto, la Cina ha trovato una forte alleata sin dall’inizio della pandemia, cioè l’OMS. Il comportamento fazioso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità spinse Donald Trump a fare uscire Washington da quest’ultima, dunque irritando la maggior parte del mondo occidentale. Le accuse di Trump verso Pechino e verso gli alleati dell’OMS non erano così tanto infondate come si sostenne inizialmente, poiché adesso la stessa Cia è sul piede di guerra contro Pechino. L’ago della bilancia all’interno del panorama di guerra fredda tra Pechino e Washington è proprio la figura di Anthony Fauci, capo della task force riguardo il Covid sin da Trump ed uno dei massimi esperti mondiali di allergie e malattie infettive. 

Il dottor Fauci, a capo del Centro nazionale di allergie e malattie infettive si trova implicato in questo panorama sia per l’uscita di alcune sue vecchie mail con scienziati cinesi nel settore delle malattie infettive, sia perché lo stesso istituto da lui condotto finanziò il Wuhan Institute of virology con 3,7 milioni attraverso il programma USAID, collegato proprio all’intelligence americana. Due delle principali mail che spiazzano Fauci riguardo il suo legame con la Cina sono proprio quella scambiata con lo zoologo britannico Peter Daszak, Presidente dell’organizzazione no profit Ecohealth Alliance con sede a New York, che ha forti legami con il Wuhan Institute of virology, come riportato da Inside Over; e quella scambiata tra il dottor Fauci e Kristian Andersen. Quest’ultimo, come riportato da AGI, è un importante esperto di malattie infettive che scrisse proprio a Fauci che alcune caratteristiche del Covid-19 parevano “potenzialmente costruite”. Dunque se Washington accusa Pechino di essere responsabile della fuoriuscita del virus dal suo laboratorio, e Pechino accusa Washington di aver portato il virus in Cina, la sintesi perfetta sarebbe un laboratorio gestito da cinesi e finanziato da americani e settori della NATO. Il contesto geopolitico in cui ci troviamo è molto intricato, considerando che il filo che lega Washington con Wuhan comprende anche la presenza di scienziati francesi in quota Nato in territorio cinese. Se tutte le strade portano a Wuhan, di sicuro la pandemia riguarda due Paesi principalmente: USA e Cina, di cui la seconda è uscita vincitrice prima di tutte, chissà come mai, dal punto di vista sanitario ed economico, dalla sfida contro il virus.

Luigi Olita

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