UN APPELLO ALLE ISTITUZIONI PER LO SPORT

 UN APPELLO ALLE ISTITUZIONI PER LO SPORT

E’ stato appena varato un avviso pubblico che prevede un contributo a fondo perduto per le associazioni e società sportive. Le risorse complessivamente stanziate sono pari a 1 milione di euro. Il contributo sarà concesso nella forma di fondo perduto forfettario per l’anno 2020 e sarà parametrato nel modo seguente: 1000 euro per associazione e società sportiva dilettantistica affiliata alle Federazioni Sportive Nazionali Olimpiche e Paraolimpiche; 500 euro per associazione e società sportiva dilettantistica affiliata alle Discipline Sportive Associate: 500 euro per associazione e società sportiva dilettantistica affiliata agli Enti di Promozione Sportiva. Tra i requisiti richiesti, oltre all’attività svolta in regione, l’iscrizione al Registro Coni-Cip alla data del 31 dicembre 2019.

Lo sport è fondamentale nella vita di ognuno. Non è una frase fatta né tantomeno un arguto volano per attirare attenzione. Lo sport costituisce parte della vita di tutti, insegna ai più piccoli valori e regole, diritti e doveri, aiuta a socializzare, è fondamentale nell’apprendimento degli schemi motori, per la salute fisica e per quella mentale. Soprattutto dovrebbe essere al centro dell’agenda di ciascuna amministrazione, da quella territoriale a quella nazionale. Ci dispiace invece avvertire spesso una totale disattenzione al tema, come se lo sport fosse un semplice hobby. Eppure anche dal punto di vista economico riveste un ruolo primario. La speranza è che davvero l’amministrazione Bardi colga questo difficile momento dovuto al Covid per far ripartire e rilanciare il settore. Ma lo faccia davvero e senza remore. Ben venga questo contributo a fondo perduto, è un segnale, ci sarebbe piaciuto fosse stato rapportato all’attività svolta e ai tesserati ma magari era troppo complicato.

“Si tratta – commenta l’assessore Cupparo – di un primo provvedimento che testimonia, lo diciamo in primo luogo ai consiglieri Braia e Polese, l’attenzione della Giunta per il mondo dello sport, giovani, tecnici e dirigenti di associazioni, famiglie che hanno dovuto interrompere ogni attività a causa dell’emergenza sanitaria Covid-19. Altre azioni saranno messe in campo in attuazione del Piano regionale dello sport che necessita di ulteriori interventi per aggiornare la situazione”. Aggiungo che Braia, Polese e Cifarelli (ex assessore allo sport) sono quelli che nella scorsa amministrazione regionale hanno “dimenticato” di finanziare il triennio 2017-19 previsto dalla Legge 26/2004 sullo Sport lasciando in brache di tela decine di società sportive che, affrontando campionati interregionali, facevano affidamento proprio su quel prezioso contributo che arrivava a rendicontazione. Auspichiamo che l’assessore Cupparo comprenda tutto ciò e non sorvoli sul triennio 2017-19, come spifferano dai corridoi, finanziando direttamente il triennio 2020/22. Si tratterebbe di rispetto per chi ha fatto sacrifici veri e non di mettere un cappello su di un nuovo presente, anzi, piuttosto sarebbe molto positivo rimettere il vecchio e poi pensare al nuovo sottolineando che si “coprirebbero impegni presi da una amministrazione precedente e non rispettati”.

Un ulteriore auspicio è quello di condividere di più, con le altre amministrazioni locali (immagino in primis il Comune di Potenza e quello di Matera), con gli addetti ai lavori, con le federazioni, gli enti di promozione sportiva, le discipline associate, con il Coni e con il Cip. Quello di convocare veri tavoli tecnici per comprendere le dinamiche e le esigenze dello sport sarebbe un bel salto in avanti pensando magari ad una programmazione condivisa su infrastrutture, attività e sugli eventi. Cogliere l’occasione di Potenza città dello sport 2021 sarebbe un buon inizio. Immaginare risorse per creare una Basilicata come contenitore di eccellenza di grandi eventi sportivi significherebbe fare turismo sportivo, fare economia, far crescere il territorio. Lo abbiamo già ribadito, e mi sento di portare la voce di tutto il mondo dello sport che quotidianamente ascolto, se davvero si continuasse a pensare di trattare il mondo dello sport come settore minore, insomma guardando al percorso penoso del Ministro Spadafora, lo sport si rivolterebbe contro. Ci sono menti pensanti. Lo sport è stanco di subire e far legna soltanto grazie ai mille sacrifici di presidenti di federazioni meravigliosi, di presidenti di associazioni generosi, e di allenatori, dirigenti e famiglie. A quel punto preferiremmo che gli amministratori rimanessero sulle loro poltrone e non facessero più passerella in eventi o successi sportivi per la raccolta di voti che più non avrebbero.

di Giovanni Salvia

Giovanni Salvia

Articoli correlati

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *