UNA MANO POSITIVA PER LE PARTITE IVA

 UNA MANO POSITIVA PER LE PARTITE IVA

Lettera di Giuseppe Digilio (presidente Confiva):

Così come in altre regioni italiane anche la Giunta regionale della Basilicata ha finalmente varato una serie di misure in favore d’imprese e liberi professionisti. Se pur con qualche settimana di ritardo rispetto a quanto auspicato, il pacchetto di misure è arrivato e dovrebbe dare una boccata di ossigeno ai beneficiari. Sempre che l’accidiosa burocrazia, solitamente responsabile di fastidiosi ritardi, non rallenti l’iter legislativo per la pubblicazione e le procedure di erogazione. Del resto se c’è una cosa che può determinare il risultato di questi interventi è il fattore tempo. Da imprenditore qual è, l’Assessore Cupparo, ha fatto sue le preoccupazioni di migliaia di partite iva. Gli va dato atto di averlo fatto senza ingombrare quotidianamente i social con roboanti dichiarazioni e smentite, come accade da mesi con alcuni consiglieri di maggioranza e opposizione.

Nel provvedimento varato in Giunta, egli ha colto l’essenza delle richieste che l’Associazione a Tutela delle Partite Iva (Confiva), e non solo, ha fatto alla regione Basilicata. Ha confezionato, infatti, una serie di provvedimenti che, se pur migliorabili, nella sostanza vanno nella direzione da noi auspicata. Fondo perduto, sostegno economico per la messa in sicurezza degli spazi di lavoro e sgravi fiscali; provvedimenti che, se sommati a quelli promessi dal Governo nazionale, dovrebbero mettere in sicurezza anche l’economia degli imprenditori provati da mesi di mancato guadagno. Ovviamente il tutto vale se non si perderà ulteriore tempo in discussioni inutili e inconcludenti su questioni di lana caprina che spostano gocce di acqua da un bicchiere all’altro per accontentare l’elettorato dell’uno o dell’altro schieramento, sapendo che la variabile che determinerà positivamente il risultato di questi interventi è il fattore tempo.

Il presidente Vito Bardi poteva fare di più, certo. Ma la consapevolezza di non poter risolvere tutti i problemi dell’imprenditoria con un provvedimento “one short”, ci invita prudentemente a dichiarare soddisfazione per quello che è stato fatto. La pandemia è il problema e non la soluzione per tutto. Il Presidente Bardi insieme con l’assessore Cupparo, però, oltre a quello che di buono hanno fatto con questo provvedimento, potrebbero provare a utilizzare questa drammatica esperienza per far partire dalla Basilicata una sostanziale richiesta di riforma complessiva del sistema impresa. Come? Facendosi carico di rappresentare ai massimi livelli, da governatore di una piccola ma laboriosa regione, le problematiche che attanagliano da sempre le imprese italiane, soprattutto nel settore del turismo, ma anche in tutti gli altri settori colpiti da condizioni di svantaggio rispetto ai tanti competitors che producono e vendono in condizioni più agevolate. E non solo dal punto di vista infrastrutturale.

Del resto è quello che localmente l’assessore Cupparo, ha colto comprendendo, più di altri, in quanto imprenditore, quanto i lavoratori autonomi e le imprese paghino la sostanziale mancanza di ascolto e tutela dei diritti minimi da parte delle istituzioni. Certo, siamo consapevoli che quanto desiderato dalle imprese su equità fiscale, devolution, tutela dei diritti e riforma complessiva del lavoro, non possono essere risolti dall’oggi al domani, giacché scontiamo lo scotto di scelte sbagliate, da parte di un sistema famelico, cresciuto in decenni di cattiva politica nei confronti delle partite iva. Ma se la pandemia ha fatto emergere condizioni di lavoro insostenibili per alcuni lavoratori autonomi, commercianti, artigiani e liberi professionisti i quali, nonostante gli aiutati economici da parte dello Stato e della Regione non potranno continuare nell’esperienza imprenditoriale, ha anche rafforzato in molti altri la voglia di tornare a fare impresa nonostante i ritardi con cui questi contributi sono arrivati o arriveranno. E per questi ultimi che chiediamo un ulteriore sforzo da parte del presidente Bardi, intanto istituendo una Task Force Occupazionale e Imprenditoriale che, a questo punto, dovrebbe essere regionale, permanente e strutturale, ma soprattutto di continuare nella ricerca di soluzioni sostenibili per le imprese locali a cui dedicare maggiori attenzioni sommate a un sistematico confronto tra imprese e istituzioni.

Redazione

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